I colleghi e amici
Nel corso di una vita lunga e intensa, Luigi Guatri ha condiviso lavoro quotidiano, responsabilità, successi e difficoltà con colleghi e amici, incontrati negli anni dello studio, dell’insegnamento e della professione. L’amicizia, in questi ricordi, nasce dalla stima, dal rispetto reciproco e dalla capacità di riconoscere il valore dell’altro anche nel dissenso. Sono rapporti costruiti nel tempo, che hanno resistito alle prove della carriera, delle scelte difficili e talvolta delle sconfitte. In queste pagine affiora così il volto più umano dell’Università e della professione: una comunità di persone unite non solo dal sapere, ma anche da legami sinceri e duraturi.
«I rapporti professionali, quando sono sorretti dalla stima e dalla lealtà, diventano nel tempo rapporti umani destinati a durare.»
Luigi Guatri
![]() | (1928-2020) «È stato contemporaneamente uno studioso-ricercatore del massimo livello; un docente sempre presente, impegnato e affezionato ai propri studenti; un Maestro che ha generato molti allievi; un professionista che ha operato generosamente sul campo … Per me, Tancredi è stato l’amico di una vita» | ![]() | (1913–1996) Amico e collega della Bocconi, con una dolorosa storia di partigiano, poi deportato in campo di concentramento, quindi attivo politicamente con ruoli importanti poi abbandonati per dedicarsi alla Bocconi: «La sua opera è come il diagramma di una avventura privata e originale nel mondo pubblico e rigoroso della scienza». | |||
![]() | (1923- «Laureando in Bocconi, rifiutò il 110 su 110 perché voleva la lode… non la ottenne ma fu costretto a laurearsi. Fece il commerciante, l’industriale, il manager e, da ultimo, lo scrittore.» | ![]() | (1926-1992) «Siamo stati grandi amici … Ho sentito molte volte Gianni dire frasi come “Siamo perfettamente d’accordo su tutto”, riferendosi ai concetti fondamentali dell’economia aziendale. In realtà, se fossimo andati a fondo, ciò non avrebbe corrisposto al vero, ma non mi sentivo di dirgli che su alcune idee basilari non eravamo affatto d’accordo … eppure non ce lo dicemmo mai esplicitamente: la nostra amicizia prevaleva su tutto.» | |||
![]() | (1921-1997) «L’amico argentino: ex industriale e manager di origine piemontesi, innamorato dell’Argentina, era impegnato al 100% nella presidenza dell’Università UADE, alla quale aveva saputo trasmettere un grande dinamismo. Aveva però capito che senza appoggi culturali e riferimenti ad altre grandi università del mondo, l’UADE non avrebbe mai raggiunto livelli di eccellenza... Nella Bocconi aveva visto, con il suo intuito, un importante partner…» | ![]() | (1914-1974) «Era capace di essere dolce ma terribile: non era raro che, nel corso di un esame, non soddisfatto delle risposte date da uno studente, gli gettasse il libretto dalla finestra!... È con profondo dispiacere che vedo Napoleone Rossi completamente dimenticato dal mondo bocconiano. Anche se non è mai stato professore ordinario della nostra università (lo è stato a Venezia-Ca' Foscari e a Pavia), per noi ha fatto molto» | |||
![]() | (1939-) «Provavo nei suoi confronti grande rispetto e stima. Penso che egli apprezzasse alcune mie doti personali che potevano essere utili alla nostra università.» | ![]() | (1904-1992) «Grande studioso ma anche versatile e intraprendente professionista che agiva sul campo. Intellettuale poliedrico ed eclettico, comprese, con geniale intuizione, che la trasposizione della scienza e dell’esperienza professionale era viatico di uno strumento di varietà nell’esercizio della professione e nella costruzione di un più vivo mondo del lavoro ... Tra i grandi dell’accademia e della professione ma, al contempo, aperto al mondo, e tra i primi a studiare il rischio d’impresa.» | |||
![]() | (1924-1995) «Collega e Rettore della Bocconi, «è stato uno dei più grandi amici della mia vita … Ricordo il 3 giugno 1975 quando vidi Scalfi arrivare ansimante … Mezzo centinaio di giovani della cosiddetta sinistra extraparlamentare si erano stretti minacciosamente intono alla cattedra: volevano spiegazioni, ma le parole furono sostituite da calci e pugni. Ci stringemmo tutti attorno al Rettore, il nostro simbolo indomabile e coraggioso. Nessuno meglio di Gianguido Scalfi, nella sua fragilità fisica e nella sua fierezza, poteva rappresentarlo più degnamente.» | ![]() | «È stato operaio all’Orobia (la società del gruppo Edison dove mio padre Edmondo era, da ultimo, capo-zona a Treviglio) ma è anche uno scrittore trezzese (la cittadina di origine dei Guatri) che sa scrivere nel dialetto locale. Da qualche anno lo considero un mio amico: si schernisce quando lo chiamo il falegname-scrittore.» | |||
![]() | (1925–2016) «Annovero Uckmar tra i miei più cari e affezionati amici. Il più grande tributarista italiano… Certo è auspicabile che i costumi degli italiani, anche in materia tributaria, siano ispirati a principi morali e di solidarietà sociale, ma purtroppo passeranno decenni e decenni di educazione per acquisirli: adoperiamoci per l’introduzione di chiare norme giuridiche e per la severa osservanza.» | ![]() | (1926–2007) «Amico di una vita e collega della Bocconi … partecipò attivamente alla guerra per i concorsi a cattedra … Noi ci occupavamo di concorsi e di elezioni dei commissari in prossimità dei concorsi poi, per anni, d’altro (fare ricerca, scrivere ecc.) ma altri nostri colleghi, specialmente al Centro-Sud, non si occupavano sostanzialmente d’altro che predisporre per tempo alleanze, in vista di reciproci favori.» | |||
![]() | (1908-2001) «Allievo di Gino Zappa, docente di ragioneria, è stato cultore di rara specializzazione.» | |||||












