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I Maestri dell'economia aziendale

I Maestri dell'economia aziendale

Nel percorso professionale di Luigi Guatri, accanto ai casi, agli incarichi e alle responsabilità, assumono un ruolo decisivo alcune figure che hanno incarnato un’idea alta della professione. Sono Maestri non solo per competenza tecnica, ma per stile, rigore morale, senso del dovere e capacità di unire sapere, esperienza e umanità. Professionisti che hanno contribuito a nobilitare il ruolo del commercialista e del consulente, fungendo da riferimento costante nei momenti più complessi dell’attività sul campo. Le loro storie testimoniano una concezione della professione come servizio, responsabilità e continuo esercizio di giudizio, nella quale la qualità del lavoro si misura anche dalla qualità delle persone.

«Nella professione non siamo mai stati commercialisti tradizionali. Ho sempre rifuggito le soluzioni convenzionali, cercando rigore, indipendenza e responsabilità.»

Caprara compare anche nella pagina dei Grandi personaggi della Bocconi, mentre Sassi compare anche nelle pagine dei Colleghi e amici e dei Maestri della professione.


Aldo Amaduzzi ritratto

ALDO AMADUZZI

(1904–1991)

«Fu uno degli aziendalisti di spicco del Novecento, il rappresentante di una generazione di studiosi che, nella continuità della storia ottocentesca, nella piena consapevolezza e nel pieno rispetto dei risultati conseguiti nel passato, ha costruito l’economia aziendale, lasciando un patrimonio indistruttibile di pensiero e di opere.»

Ugo Caprara

UGO CAPRARA

(1894–1990)

«Uno dei “veri” maestri della mia vita. E il simbolo del XX secolo: lo ha percorso quasi interamente. È il testimone più sicuro dei primordi dell’economia aziendale, ma ne è stato uno dei più acuti e vivaci protagonisti. A Gino Zappa si rivolge chiamandolo Maestro: esempio di fedeltà intellettuale e di reverente attaccamento che oggi appare inusitato e sorprendente»

«Aveva 94 anni … e mi inviò una “proposta personale”: comporre una storia dell’economia aziendale (che egli qualificava ancora, dopo 60 anni, nuova disciplina).»

Giordano dell’Amore

GIORDANO DELL’AMORE

(1920–2009)

«Affermando attivamente, nella linea del Maestro, i concetti di severità degli studi e di selezione delle prove d’esame, di riconoscimento del solo merito nei giudizi di nomina e di carriera dei docenti…»

«È stato un Maestro, con la M maiuscola in quanto, all’intensità e qualità delle sue ricerche lungo l’intero arco della vita, aggiunse la capacità di scoprire e crescere moltissimi allievi, tutti di alto o altissimo livello, che hanno per vari decenni dominato l’economia delle aziende bancarie nell’intero paese.»

Claudio Dematte

CLAUDIO DEMATTÈ

(1942–2004)

«È stato, tra il 1970 e il 2003, uno dei più importanti personaggi bocconiani. Per la Bocconi ha fatto moltissimo e, se il destino non ce l’avesse tolto troppo presto, avrebbe fatto, ne sono sicuro, molto di più. Una sua lettera, scritta pochi mesi prima della sua scomparsa, ai vertici bocconiani, dimostra con tanta chiarezza che l’averlo avuto con noi “solo” per 33 anni è stata una perdita pesantissima.»

Carlo Masini

CARLO MASINI

(1914–1995)

«Molto devoto a Dio e a Zappa.»

«Una concezione dell’economia al servizio dell’uomo, in cui aziende e istituti di ogni tipo sono chiamati a ricercare e a perseguire il bene comune, una concezione molto vicina alla dottrina sociale della chiesa, dottrina che gli era parimenti molto famigliare. Per devozione verso il suo Maestro portava sempre il cappello a tesa larga, in base al principio che, quando si impegna il cervello, è meglio avere la testa al caldo.»

Pietro Onida

PIETRO ONIDA

(1902–1982)

«L’economia, come ogni altra cosa, non può essere convenientemente messa al servizio dell’uomo ove non sia conosciuta nei suoi caratteri e nelle sue leggi. Dell’uomo colpiva la grande serenità, frutto di grande pace interiore e coerenza di comportamento, e l’attenzione che aveva per gli studenti, il senso di sconfitta che aveva quando doveva bocciarli.»

«È venuto dalla Sardegna per studiare a Ca’ Foscari con il Maestro dei Maestri, Gino Zappa. A sua volta è stato Maestro di “grandi” dell’economia aziendale: Ferrero e Capaldo.»

Giorgio Pivato

GIORGIO PIVATO

(1911–1997)

«La differenza di età lasciò per qualche tempo il nostro sempre affettuoso rapporto a mezza strada tra la figura del Maestro (espressione che egli non volle mai sentir pronunciare) e quella dell’amico.»

Napoleone Rossi

NAPOLEONE ROSSI

(1914-1972)

«Era capace di essere dolce ma terribile: non era raro che, nel corso di un esame, non soddisfatto delle risposte date da uno studente, gli gettasse il libretto dalla finestra!... È con profondo dispiacere che vedo Napoleone Rossi completamente dimenticato dal mondo bocconiano. Anche se non è mai stato professore ordinario della nostra università (lo è stato a Venezia-Ca' Foscari e a Pavia), per noi ha fatto molto.»

 

Salvatore Sassi

SALVATORE SASSI

 

«Grande studioso ma anche versatile e intraprendente professionista che agiva sul campo. Intellettuale poliedrico ed eclettico, comprese, con geniale intuizione, che la trasposizione della scienza e dell’esperienza professionale era viatico di uno strumento di varietà nell’esercizio della professione e nella costruzione di un più vivo mondo del lavoro ... Tra i grandi dell’accademia e della professione ma, al contempo, aperto al mondo, e tra i primi a studiare il rischio d’impresa.»

Gino Zappa

GINO ZAPPA

(1879–1960)

«Maestro dei Maestri, venne dall’800 e dominò il secolo XX come fondatore dell’Economia aziendale.»

«Era un docente molto severo: credeva fermamente nella serietà degli studi e quindi i suoi esami erano durissimi: chi non sapeva, non li poteva superare. Implacabile, segnava sul libretto 10/30.»