Il mondo di Guatri
2026/12
Carlo Acutis
Nipote di colui che ha fatto grande la Toro Assicurazioni, ne è divenuto consigliere delegato nel 1969. L’ha difesa da Roberto Calvi, traghettandola nel gruppo Agnelli.#Dalla Toro ha rilevato Vittoria Assicurazioni, di cui ha assunto il controllo. Personaggio tanto riservato, quanto efficiente, sento di dovergli molto
La nomina a presidente all’epoca di Roberto Calvi
Sono stato nominato presidente della Vittoria Assicurazioni il 28 giugno 1978: in piena «epoca Calvi». Ma, prima di parlarne, meglio fare un passo indietro.
All’inizio del 1974 Furio Cicogna, allora presidente dell’Università Bocconi, convocò presso la sede del Banco Lariano (di cui pure era presidente) il piccolo gruppo, una dozzina di persone, che costituivano il Consiglio di facoltà (compreso il rettore Giordano Dell’Amore e il preside Innocenzo Gasparini) per informarci che il bilancio dell’Università andava male, anzi malissimo.
Aveva perciò pensato a una soluzione radicale. Occorreva che i docenti ordinari approvassero un «prodotto» di grande qualità e di sicuro richiamo (il DES, corso in Discipline Economico Sociali, un corso full time con contenuti e regole proprie e di alto livello); anche perché, aveva sottolineato, il DES era una delle vie (o degli stimoli) per ottenere dal Banco Ambrosiano un rilevante contributo annuale: ben 500 milioni di lire, ossia tre volte gli introiti delle tasse accademiche dell’epoca. Questo straordinario «prodotto» accademico sarebbe stato il mezzo (a fianco del contributo) per ottenere il rilancio della Bocconi. Il gruppo dei presenti fu colpito dalla pesante situazione del bilancio (che quasi tutti, io compreso, non conoscevamo): una premessa che non consentiva di discutere molto sulla proposta.
Neppure Giordano Dell’Amore (il mitico presidente della Cassa di Risparmio delle Province Lombarde, che pure si faceva carico ogni anno di un rilevante contributo di circa 100 milioni) ebbe da obiettare.
Innocenzo Gasparini manifestò un’adesione piena: il DES era il «prodotto» da lui proposto, nel quale credeva con entusiasmo...
Si alzò solo un’esile voce in opposizione, del più giovane e inesperto dei presenti, l’ultimo arrivato: ero io. Dissi che, visto il programma del DES, di alta qualità ma destinato certamente a produrre nuove perdite, la debolezza economica strutturale non ne avrebbe tratto alcun giovamento; e ricevendo solo una grande contribuzione privata (sia pure concessa senza alcuna condizione) avremmo messo a rischio la nostra indipendenza.
Quello del DES era un grande sogno, ma solo un sogno (per quanto riguardava gli equilibri di bilancio, il vero obiettivo di Cicogna); il contributo dell’Ambrosiano risolveva i problemi immediati «di cassa», ma l’Università avrebbe nel lungo termine peggiorato e non migliorato le sue prospettive.
Fui ascoltato con grande attenzione: ma alla fine Furio Cicogna mi disse che non si poteva fare altro. E tutto fu approvato. Nacque così il nostro rapporto con Roberto Calvi e con quelli che, anni dopo, Spadolini definì «gli eccessi del mecenatismo privato».
Credetti che Cicogna si fosse un poco offeso. Ma così non era: nel settembre dello stesso anno, cioè pochi mesi dopo, ricevetti da lui la richiesta di un incontro urgente. Mi recai di nuovo alla presidenza del Banco Lariano: Cicogna mi propose di accettare la nomina nel Consiglio della Bocconi e di assumere la carica di consigliere delegato, con tutti i poteri. Chiesi 15 giorni per riflettere (allora avevo già molti impegni professionali oltre a quelli accademici); mi concesse 48 ore. Il giorno dopo accettai e in quella carica rimasi per 25 anni.
Conobbi Roberto Calvi quando, in veste di importante mecenate, entrò come vicepresidente nel Consiglio dell’Università (era l’unica condizione che pose), sia pure senza alcun potere, che del resto non richiese mai. Dopo poco tempo Furio Cicogna morì (eravamo nel gennaio del 1976) e al suo posto fu nominato il senatore Giovanni Spadolini. Da quel momento si creò questa curiosa triade: Spadolini, presidente; Calvi, vicepresidente; Guatri, consigliere delegato (a me furono, di fatto, delegati tutti i poteri amministrativi e finanziari).
Con Spadolini ebbi subito un discorso franco: gli illustrai un piano di quattro, cinque anni (che discussi, con incontri riservati in casa mia, con alcuni più giovani colleghi, tra i quali ricordo Ruozi, Coda, Demattè). La linea strategica che proposi fu: ripristinare, con graduale ma sensibile aumento dei contributi accademici richiesti agli studenti (con il supporto di un’adeguata comunicazione, di un miglioramento di tutti i nostri «prodotti culturali», dell’introduzione del numero chiuso ecc.), l’equilibrio del bilancio; conservare i contributi dei privati, ma renderli in quattro, cinque anni «non più necessari».
I dubbi in questo senso di Spadolini non erano del tutto immotivati. Qualcuno all’epoca mi riferì (vero o non vero che fosse) che Calvi andasse dicendo: «Con 500 milioni l’anno ho acquisito la Bocconi».
Del resto anche Panerai ebbe qualche anno dopo a scrivere di Calvi e del suo «salvataggio» della Bocconi[1]1:
Sechi mi faceva sedere sempre vicino a Calvi perché riuscissi a carpirgli qualche segreto negli anni in cui era portato in palmo di mano, anche per aver salvato la Bocconi con un generoso finanziamento che, prima dell’era di Luigi Guatri e della trasformazione dell’Università in un’efficiente azienda, gli valse la poltrona di vicepresidente.
Nonostante i miei stimoli, Calvi non parlava mai. Al massimo raccontava dei suoi polli e dei suoi vitelli che allevava a Drezzo vicino al confine con la Svizzera.
Alcuni stimati professionisti (avvocati, commercialisti, anche accademici) ebbero la sventura di essere chiamati dal presidente del Banco Ambrosiano a ricoprire cariche societarie nel gruppo: ne furono travolti e la loro vita ne uscì segnata (cito per tutti l’avvocato Giuseppe Prisco e il professore Antonio Confalonieri); quest’ultimo ne morì.
Eppure io, che li conoscevo bene, potrei «mettere la mano sul fuoco» che non furono consapevoli di nulla. Non si resero conto del fatto che Calvi – per il tramite di società off-shore alle Bahamas e in altri paradisi fiscali – aveva acquisito con i mezzi del Banco le azioni dello stesso Banco. Così, Calvi finì per controllare se stesso. Nel 1981 il «rischio» complessivo raggiunse la cifra di 1.400 miliardi di lire; una voragine, la radice del dissesto.
* * *
Dunque nel mese di giugno del 1978 Roberto Calvi mi chiamò presso il Banco Ambrosiano in piazza Paolo Ferrari e mi chiese se volessi assumere la presidenza della Vittoria Assicurazioni, che allora aveva sede a Milano, in piazza San Babila. Non fu l’unico degli incarichi che volle conferirmi e io, ignorando quanto si preparava per il futuro, accettai. All’epoca ero giovane e pieno di forze (avevo 51 anni); ero altresì professore ordinario dell’Università Bocconi e uno dei quattro aziendalisti; direttore di Istituto; e scrivevo particolarmente di marketing. Inoltre ero presente in una miriade di società quotate (ai tempi non vi erano i limiti oggi imposti dalla Consob) e non quotate. Ed ero tra i primi 10 contribuenti milanesi (subito dopo il noto calciatore e capitano del Milan, Franco Baresi): l’epoca dei rapimenti (alla Vallanzasca) non era ancora iniziata e perciò i dati venivano resi noti al pubblico.
Quando scoppiò lo scandalo del Banco Ambrosiano di Calvi ricordo – come fosse stato ieri – che Carlo Acutis mi rassicurò. Mi disse all’incirca: «Professore, stia tranquillo. Noi siamo a posto». Gli credetti, poiché avevo in lui una grande fiducia, che il tempo ha via via confermato. Dalla Vittoria, infatti, non ho mai avuto nel tempo né guai né difficoltà di sorta. Al contrario, ho sempre avuto soddisfazioni.
Le varie sedi della Vittoria Assicurazioni
Ho partecipato alle assemblee e ai Consigli di Vittoria in molti luoghi, nella mia lunga militanza alla presidenza. La Vittoria aveva un tempo sede a Milano in piazza San Babila (palazzo che possedeva al 25%: qui l’ultimo Consiglio, ancora presieduto dal cavalier Ruffini, nonno di Carlo Acutis e sviluppatore della Toro Assicurazioni), presso la Toro. Poi i Consigli e le assemblee si tennero a Torino per ragioni di praticità; ho fatto in tempo a parteciparvi dal 1978 al 1986 (8 anni!). Ricordo benissimo quel periodo: vi giungevo in auto col mio fidato autista Nicola Colapietro, che ancora oggi è al mio fianco, e dopo titubanze iniziali, quel percorso, un po’ tortuoso, ci divenne familiare.
In quegli anni la Vittoria era ospitata dalla Toro, di cui Carlo Acutis (foto a p. 145) era dal 1969 consigliere delegato e Umberto Agnelli presidente. Umberto lo conoscevo bene[2] e spesso lo salutavo incontrandoci nei corridoi del palazzo.
Si tornò poi a Milano in via Caldera 21, in un grande palazzo in affitto di proprietà delle Generali, dove si tenevano i Consigli d’Amministrazione, mentre le assemblee si tenevano nel vicino Hotel Brun e più tardi nello storico palazzo del Pralt di via dei Mercanti nei pressi di piazza Duomo[3]. Fu a lungo la sede delle assemblee, che così furono centralizzate, a Milano, al fine di agevolare la partecipazione degli azionisti.
Da pochi anni la Vittoria ha costruito un grande palazzo di proprietà a Milano in via Ignazio Gardella 2 (foto a p. 146) nella zona cosiddetta del Portello, appena dopo i palazzi della vecchia Fiera. Il palazzo modernissimo è talmente grande che è spesso problematico raggiungere la sala delle riunioni (del CdA e delle assemblee) senza essere accompagnati da personale idoneo (giovani impiegati ecc.). La gentilissima dottoressa Langiu (oggi segretaria del dottor Acutis) provvede sempre tempestivamente ad aiutarmi.
Le assemblee
Alle assemblee ho partecipato dalla mia nomina a presidente del 1978: a lungo come presidente effettivo e più tardi come presidente onorario. Carlo Acutis (che pure controlla la società) si è sempre tenuto defilato, con la qualifica di vicepresidente. Quando diventai onorario, mi sostituì Giorgio Costa (e vicepresidente divenne anche Andrea Acutis, figlio di Carlo). Consigliere delegato è da tempo immemorabile Roberto Guarena, il factotum della società.
I verbali sono sempre redatti dallo studio notarile Marchetti: più volte dallo stesso Piergaetano Marchetti (per riguardo a Carlo Acutis).
Le assemblee della Vittoria hanno sempre avuto una caratteristica precisa: sono state brevi. I documenti erano chiari, il presidente o il consigliere delegato rispondeva prontamente e con chiarezza. Perfino i «disturbatori» di assemblea (credo sconcertati) finivano per non dare sostanziali fastidi. Come sempre è in uso in tutte le società, solo i fondi d’investimento facevano brevissimi interventi e nel voto si astenevano o votavano contro: di fatto senza alcuna ragione e senza dare spiegazioni di sorta. Accadeva che la stessa persona, rappresentante di diversi fondi, talvolta votasse contro e talvolta si astenesse (la regola, per quanto sorprendente, vale per tutte le società quotate).
Carlo Acutis è sempre stato tanto generoso con gli altri quanto rigido con se stesso. Ad esempio: attribuiva a se stesso un compenso modesto e a me, quando divenni presidente onorario, conservò lo stesso trattamento economico. In ogni caso, la Vittoria non ha corrisposto mai compensi elevati a nessuno, non subì il fascino (diffusosi in Italia da qualche decennio) di compensi stratosferici.
La storia della società
Il Riquadro 1 riepiloga la storia della società, che data dal 1921. Si noti in particolare:
1936 – cambia il nome in La Vittoria Assicurazioni con simbolo la vittoria alata di Pompei (valido tutt’oggi);
1946 – primo bilancio dopo la disastrosa guerra del 1940-45 (con un utile di L. 417);
1968 – assume l’odierna ragione sociale;
1986 – diventa indipendente (lascia il Gruppo Toro) e la famiglia Acutis ne assume il controllo;
1988 – viene quotata alla Borsa di Milano.
La figura e la tabella che seguono mostrano la struttura societaria e la capitalizzazione del titolo Vittoria Assicurazioni alla Borsa di Milano dal 1988 al 2012.
Riquadro 1 Vittoria Assicurazioni – 90 anni di storia
1921 Nasce a Cremona la Italian Excess Insurance Company
1932 Viene acquisita dalla Toro Assicurazioni
1936 Cambia il nome in La Vittoria Assicurazioni e adotta come simbolo la vittoria alata
1946 Si ricomincia (con un utile di esercizio di 417 lire)
1959 Viene autorizzata a esercitare il Ramo Vita
1968 Prende l’attuale ragione sociale Vittoria Assicurazioni SpA
1986 Si stacca dal Gruppo Toro diventando indipendente
1988 Viene quotata alla Borsa Valori di Milano
1990 Assicura i soldati italiani in missione nel Golfo Persico
1998 Supera il traguardo di 1.000 miliardi di lire gestiti
1999 Ottiene l’autorizzazione per i fondi pensione
2000 Lancia Unit on line – la prima polizza unit linked acquistabile tramite Internet
2001 Affronta le nuove esigenze previdenziali e assistenziali con un prodotto innovativo: Formula Long Term Care. Entra a far parte del segmento STAR della Borsa Italiana
2002 Si riconferma per il terzo anno consecutivo tra le compagnie che offrono un servizio al cliente superiore allo standard di mercato
2004 Ottiene per la quinta volta il premio «Le tre frecce d’argento della finanza» nella categoria Fondi Pensione
2005 Pubblica il Codice Etico: il complesso dei principi e delle regole comportamentali che da sempre contraddistinguono il Sistema Vittoria
2007 Rinnova l’offerta con nuove linee di prodotto più modulari e personalizzabili
2008 Attiva un’importante ristrutturazione organizzativa interna in linea con i programmi di crescita quinquennali
2009 Avvia un importante programma poliennale di sviluppo della propria rete distributiva
2011 Si trasferisce nella nuova sede di proprietà in occasione del 90° anniversario della fondazione
Figura 1 Struttura societaria

Tabella 1 La capitalizzazione del titolo Vittoria Assicurazioni
N. azioni 67.378.924,00 (B)
|
Anno |
Prezzo fine anno riparametrato (A) |
Capitalizzazione di borsa C = A x B |
|
1988 |
1,4475 |
97.530.992,49 |
|
1989 |
1,7869 |
120.399.399,30 |
|
1990 |
2,3768 |
160.146.226,56 |
|
1991 |
1,8254 |
122.993.487,87 |
|
1992 |
1,4679 |
98.905.522,54 |
|
1993 |
1,8790 |
126.604.998,20 |
|
1994 |
1,8356 |
123.680.752,89 |
|
1995 |
1,8509 |
124.711.650,43 |
|
1996 |
1,2765 |
86.009.196,49 |
|
1997 |
1,6722 |
112.671.036,71 |
|
1998 |
2,1649 |
145.868.632,57 |
|
1999 |
2,6476 |
178.392.439,18 |
|
2000 |
2,5522 |
171.964.489,83 |
|
2001 |
2,0250 |
136.442,321,10 |
|
2002 |
1,8250 |
122.966.536,30 |
|
2003 |
2,4550 |
165.415.258,42 |
|
2005 |
3,2590 |
219.587.913,32 |
|
2005 |
4,6990 |
316.613.563,88 |
|
2006 |
6,0765 |
409.428.031,69 |
|
2007 |
6,2500 |
421.118.275,00 |
|
2008 |
3,8325 |
258.229.726,23 |
|
2009 |
3,8775 |
261.261.777,81 |
|
2010 |
3,5500 |
239.195.180,20 |
|
2011 |
3,0000 |
202.136.772,00 |
|
2012 |
4,8780 |
328.674.391,27 |
Ricordo con chiarezza quando con il Banco di Desio e della Brianza (dal quale sono uscito pochi mesi orsono tra gli applausi del Consiglio e dell’assemblea. Cosa che mi ha fatto molto piacere: in un certo senso, per chi ha i «numeri», è relativamente facile entrare, ma difficile è uscire «in gloria») ci siamo incontrati per studiare un eventuale scambio di prodotti (banca e assicurazione è stato spesso un binomio vincente). Erano presenti i vertici del Banco e quelli della Vittoria, guidati da Carlo Acutis. Si esaminò a fondo il problema. Non se ne fece nulla, per ragioni estranee alla volontà dei partecipanti.
Carlo Acutis jr.: in «odore» di beatificazioneIl 3 maggio 1991, a Londra, dove i suoi genitori, Andrea e Antonia, si trovano in quel momento per motivi di lavoro, nasce Carlo Acuti jr. (foto a p. 145). Nel settembre dello stesso anno, rientrano a Milano, la loro città.
Carlo si rivela un bambino di straordinaria intelligenza, quindi di una geniale capacità di utilizzare computer e programmi informatici. È affettuoso, vuole molto bene ai suoi genitori, trascorre del tempo con i nonni. Frequenta le scuole elementari e medie presso le Suore Marcelline di Milano, poi passa al liceo classico Leone XIII retto dai Padri Gesuiti. Ama il mare, i viaggi, le conversazioni, fa amicizia con i domestici di casa, è aperto a tutti e a tutti rivolge saluto e parola. Ha un temperamento solare, senza alcuna difficoltà a parlare con i nobili o con i mendicanti che incontra per strada. Nessuno è mai escluso.
Che cosa distingue Carlo da tanti suoi coetanei? Nel corso della sua pur breve esistenza, molto presto scopre Gesù Cristo e, crescendo, se ne innamora perdutamente. Fin da piccolo, l’incontro con Gesù sconvolge la sua vita. Carlo trova in Lui l’Amico, il Maestro, il Salvatore, la ragione stessa della sua esistenza. Senza Gesù nel suo vivere quotidiano, non si comprende nulla della sua vita, in tutto simile a quella dei suoi amici, ma che custodisce in sé questo invincibile segreto.
Cresce in un ambiente profondamente cristiano, in cui la fede è vissuta e testimoniata con le opere, ma è lui che sceglie liberamente di seguire Gesù con grande entusiasmo. In un mondo basato sull’effimero e sulla volgarità, testimonia Gesù e il suo Vangelo, che i più hanno smarrito o dimenticato, che molti combattono. Non ha paura di presentarsi come un’eccezione al mondo e di andare controcorrente, contro la mentalità imperante.
La sua vita è interamente eucaristica: ama e adora profondamente il Corpo e il Sangue di Gesù. Già prima della sua Comunione, ricevuta a 7 anni, poi sempre di più, alimenta una grande devozione al SS. Sacramento dell’altare, in cui sa e crede che Gesù è realmente presente accanto alle sue creature, come Dio è l’Amico più grande che esista. Partecipa alla messa e alla Comunione – incredibile per un ragazzo d’oggi – tutti i giorni.
Questo è una continua «scuola» di dedizione, così che non gli basta essere onesto e buono, ma sente di doversi donare a Dio e servire i fratelli: tendere alla santità, essere santo! Nasce di lì, il suo zelo per la salvezza delle anime.
Carlo cerca di aiutare soprattutto coloro che vivono lontani da Gesù immersi nell’indifferenza e nel peccato. Spesso si offre, prega e ripara i peccati e le offese compiute contro l’Amore divino, contro il Cuore di Gesù, che sente vivo e palpitante nell’ostia consacrata.
Tra i suoi scritti, le sue «note d’anima», forse l’affermazione più bella è proprio questa: «L’Eucaristia? È la mia autostrada per il Cielo!».
Questa assidua e quotidiana abitudine di accostarsi all’Eucaristia vivifica e rinnova il suo ardore verso Gesù e fa di lui un suo intimo amico, come confermano i sacerdoti che lo hanno conosciuto da vicino e anche i suoi compagni. Gesù gli fa bruciare le tappe nel suo cammino di ascesa.
Ora ne conosciamo il perché: la sua esistenza sarebbe stata breve e la via della perfezione doveva essere percorsa in poco tempo. Carlo non si sottrae e non si tira indietro e, pur sapendo di essere così diverso dalla società che lo circonda, sa anche che la santità è in realtà la norma della vita: si lascia condurre per mano, sicuro che Gesù abbia scelto per lui «la parte migliore», che non gli verrà tolta.
È apprezzato e stimato dai suoi compagni di scuola, che aiuta sempre, anche se talvolta viene canzonato per la sua fede vivissima. Non è mai un alieno, ma è solo consapevole di aver incontrato Gesù e, per essergli fedele, è pronto anche a sfidare la maggioranza, «che ha solo ragione quando è nella Verità, mai perché è maggioranza».
Emana un fascino singolare, ha un ascendente straordinario, diremmo, un’autorevolezza che non è della sua età anagrafica. I suoi compagni sono ora concordi nel dire che Carlo è stato un vero testimone di Gesù e annunciatore del suo Vangelo.
Carlo capisce che è indispensabile un grande sforzo missionario per annunciare il Vangelo a tutti. Il suo obiettivo è quello dei missionari più veri: giungere a quante più persone possibili per far loro conoscere la bellezza e la gioia dell’amicizia con Gesù.
In questa visione della realtà, prende come modello san Paolo, l’apostolo delle genti, che impegna tutto se stesso per portare il Vangelo a ogni creatura, fino al sacrificio della vita.
Carlo Acutis jr. è morto nell’ottobre 2006 di leucemia fulminante. Ricordo le esequie, che si svolsero nella chiesa di Santa Maria Segreta a Milano, tra il cordoglio generale.
I curricula
Carlo Acutis è torinese di nascita: è nato nel capoluogo piemontese il 17 ottobre 1938 (ha circa 11 anni meno di me). Si è sposato con Maria Henrietta Perlowska dalla quale ha avuto due figli, Andrea e Adriana. Andrea vive a Milano con Antonia Salzano; Adriana vive a Torino (spostandosi spesso nel mondo: Francia, Polonia ecc.) ed è sposata con Carlo Biscaretti di Ruffia.
I Riquadri 2, 3, 4 contengono il curriculum vitae rispettivamente di Carlo, Andrea e Adriana Acutis.
Riquadro 2 Curriculum Vitae Carlo Acutis
Nato a Torino il 17 ottobre 1938 Sposato con Maria Henrietta Perlowska Padre di due figli, Andrea e Adriana
Laureato in Scienze Economiche e Commerciali all’Università di Torino Esperienze lavorative a Londra alla Midland Bank nel 1962 e alla Mercantile & General nel 1962 e 1963
Amministratore delegato della Toro Assicurazioni dal 1969 al 1986 ricoprendo anche la carica di vicepresidente dal 1980 al 1986
Acquista nel 1986, dalla Toro Assicurazioni, il pacchetto azionario di controllo della Vittoria Assicurazioni, affiancato da un gruppo di investitori istituzionali, italiani ed esteri
Dal 1992 al 1996, presidente del CEA – Comité Européen des Assurances
Cariche attualmente ricoperte
- Vicepresidente di Vittoria Assicurazioni SpA
- Vicepresidente di Banca Passadore & C. SpA
- Amministratore di Pirelli & C. SpA
- Amministratore di Yura International BV
- Membro Supervisory Board YAM Invest NV
- Membro del Comité Stratégique di Insurance Europe, in rappresentanza del mercato italiano
- Amministratore dell’Association de Genève – Association Internationale pour l’Etude de l’Economie de l’Assurance
- Vicepresidente dell’ANIA – Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici
- Vicepresidente della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro
- Consigliere dell’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro – Comitato Piemonte – Valle d’Aosta
- Nominato Chevalier de l’Ordre National de la Légion d’Honneur nel 1995 dal - Presidente della Repubblica Francese
- Nominato Cavaliere del Lavoro nel 1998 dal Presidente della Repubblica Italiana
Riquadro 3 Curriculum Vitae Andrea Acutis
Nato a Torino il 6 febbraio 1964 Sposato dal 1990 con Antonia Salzano Tre figli: Carlo, Michele e Francesca
Studi:
- Maturità scientifica svizzera
- Laurea in Scienze Economiche all’Università di Ginevra
Lingue:
- Inglese, Francese
Servizio militare:
- Allievo ufficiale presso Scuola Militare Alpina di Aosta – allievo scelto
- Sottotenente presso la Scuola Allievi Carabinieri di Roma
Esperienze professionali:
- 1988-1991 Corporate Finance Executive presso la Lazard Brothers & C. Ltd. a Londra
Dal 1° gennaio 1992:
- dirigente Vittoria Assicurazioni
Principali:
- assistente amministratore delegato con responsabilità sulla riforma dei rami elementari
incarichi passati:
- responsabile Divisione Sviluppo
- responsabile Divisione Prodotti
Cariche attuali:
- Vittoria Assicurazioni SpA:
- Vicepresidente
- Responsabile finanza
- Responsabile investor relations
- Incarichi nei consigli di amministrazione di diverse società del gruppo Vittoria Assicurazioni
- Consigliere di Yafa SpA
- Consigliere di Yura SpA
- Consigliere di Yarpa SpA
Riquadro 4 Curriculum Vitae Adriana Acutis Biscaretti
Data di nascita
13 agosto 1965 a Torino
Sposata dal 1996 con Carlo Biscaretti di Ruffia, una figlia
Titoli di studio
- 1984 – Maturità Federale Svizzera tipo B
- 1987 – Bachelor of Arts Università di Cambridge, Antropologia e Archeologia
- 1991 – Master of Arts Università di Cambridge, Antropologia e Archeologia
Lingue
- Francese, Inglese
Esperienze professionali
- Membro del Consiglio di sorveglianza e del Comitato finanza Cogedim Sas (2006-07), Francia
- Consigliere B Yura International Holding BV (2006), Olanda
- Consigliere Vittoria Service Srl (2006-09), Milano
- Presidente Vittoria Net Srl (1999-2008)
- Presidente Aspevi Srl (1996-2008)
- Consigliere Gestimmobili Intermediazione Srl (1994-2005), Torino
- Consigliere Bilancia Srl (1994-2001), Milano
- Consigliere Sofimmobili Srl (1994-2001), Milano
- Consigliere Tradimmobili Srl (1994-2001), Roma
- Consigliere (1993-1996), presidente (1996-97) Bras Srl, Torino
- Consigliere Alexander & Alexander Italia SpA (1993-95), Milano
- Dal 1991 al 1994: Segretario del Consiglio Bilancia Srl, Sofimmobili Srl, Interimmobili Srl, Tradimmobili Srl, Gestimmobili Srl, Sofinbroker Srl, Vendam Srl, Quodam Srl
- Dal 1988 al 1990: esperienza di gestione amministrativa presso la SirTo (attuale Studio Mottura Araldi), Torino, associazione professionale dottori commercialisti e ragionieri collegiati
Cariche attuali
- Consigliere Yafa SpA
- Presidente Yafa Holding BV, Italia
- Presidente Vittoria Capital NV, Italia
- Consigliere e membro del Comitato immobiliare e del Comitato finanza Vittoria Assicurazioni SpA
- Consigliere Vittoria Immobiliare SpA, Milano
- Consigliere Acacia 2000 Srl, Milano
- Consigliere Interimmobili Srl, Roma
- Consigliere Gestimmobili Srl, Torino
- Presidente Interbilancia Srl, Milano
- Vicepresidente Sint SpA, Torino
- Consigliere B di Yura International BV, Olanda
- Membro del Consiglio di sorveglianza, del Comitato strategico e del Comitato finanza YAM Invest NV, Olanda
- Membro del Consiglio di sorveglianza e del Comitato finanza Yareal International NV, Olanda
- Consigliere Yarpa Investimenti Sgr SpA
Milano Finanza, «Orsi e Tori», 29 luglio 1995.
Umberto Agnelli fu primo marito di Antonella Bechi Piaggio, che sposò in seconde nozze il duca Uberto Visconti di Modrone, del quale fui per decenni consulente. Abitavano ad Atlanta, in Georgia, dove li visitai molte volte, per trattare di problemi italiani e statunitensi.
Quel palazzo di fronte alla Loggia dei mercanti, di storiche origini, fu per molti anni (dal 1967) la sede del Pralt (un organo che promuoveva «studi e ricerche sulla programmazione a lungo termine»; ed era emanazione del Centro Internazionale di Studi e Documentazioni della Comunità Europea, presieduto da Giuseppe Pella, che fu anche presidente del Consiglio dei Ministri in epoca democristiana). Nel 1979 scrissi anche un libro per il Pralt: Le politiche finanziarie (Editore Giuffrè). Un libro che stesi in meno di un mese (di cosiddetta vacanza) a seguito di una frattura al piede che subii durante un’escursione in montagna con mia moglie Lina. Ricordo che, in quegli anni pieni d’impegni, dopo l’assemblea di Vittoria Assicurazioni mi trasferivo di corsa (ero giovane!) in piazza Belgioioso, dove in un palazzo della Comit si teneva l’assemblea di Italmobiliare.
Ispirato al libro di Nicola Gori Eucarestia, la mia autostrada per il cielo. Biografia di Carlo Acutis (San Paolo, Milano, 2007). Si veda anche l’articolo di Andrea Galli sul Corriere della Sera del 19 febbraio 2013.