Il mondo di Guatri
2026/9
Introduzione
Tra i molti libri scritti nella mia lunga vita nessuno contiene tante peculiarità; e ciascuna in forte misura:
- È scritto a più mani (per esempio: la storia di Giovanni Guatri è opera della figlia Giuseppina; la storia della famiglia di mio fratello Beppe è scritta da lui, ecc.).
- È scritto in tempi diversi (per esempio: i primi 2 §§ della «Storia di Edmondo Guatri» è stata scritta lungo 15 anni, a Casa de Campo, tra il 1988 e il 2003; i §§ seguenti sono del 2011); lo scritto di Giuseppina è del 1995; il mio ricordo di Severina Guatri – madre Carmela – è stato da me scritto nel 1970).
- Credo non si sia mai visto un libro scritto in 41 anni (anche se la parte prevalente è odierna!).
- Suscita violente emozioni: si ripercorre la vita dei propri cari e nel contempo la propria: quante volte mi sono scoperto con un «groppo» in gola… Si pensi all’errore fatale dell’Ospedale di Voltri (GE), dove per errore… umano (o meglio: per incapacità): i medici non si resero conto che era in corso un grave infarto! O quando mio zio Giovanni partì a 18 anni (con alcuni trezzesi) per le «pampas» argentine!
- Può dispiacere: la storia ha alcune ineludibili esigenze: talvolta è cruda e spietata. Ma se non si dicesse la verità non sarebbe storia! (Qui non cito esempi, per non… girare il coltello nella piaga…).
- Talvolta si rischia qualche eccesso o parzialità: quando si fa la storia di persone e fatti recenti «si perde la prospettiva» (cioè una adeguata lontananza nel tempo): io vedo Don Norberto – nipote di mia zia Rinaldina – come un «Santo» e spero di vedere bene; ma Don Norberto non a caso mi redarguisce quando dico cose del genere.
- Mia cugina Piera (detta Oliva) Valli ha detto più volte ai miei figli (e a me…): «Guardate che Norberto è un altro Luigi».
- Si rischia la vanagloria: infine (Last but not least) vi è il rischio per chi scrive (parlo di me!) di sentimenti di vanità, di fatuo orgoglio, di ricerca delle lodi degli uomini. Che Dio me ne scampi!
Conclusivamente: quante emozioni e quanti rischi in questo libro. Per fortuna, di famiglia ve n’è una sola!