Il mondo di Guatri
2026/1
Intervento del professor Giovanni Ferrero
Giovanni Ferrero, professore ordinario di Ragioneria generale applicata presso l’Università degli Studi di Torino
Con i Colleghi Bianchi e Vaccà condivido l’ambito privilegio, ma anche l’arduo compito, di delineare il profilo scientifico dell’illustre Studioso al quale noi tutti, qui riuniti, vogliamo esternare la nostra profonda stima, per me non disgiunta dall’affetto che mi lega, ormai da decenni, al caro Amico.
Per quanto lo consentano la brevità del tempo a disposizione e la modestia del mio dire, tenterò di illustrare l’opera scientifica di Luigi Guatri, estesa nell’oggetto, ricca di contributi originali, voluminosa nei lavori affidati alle stampe. Sono appunto questi non comuni attributi di una feconda attività di studio e di ricerca che rendono arduo il compito di chi, costretto a procedere per estreme sintesi, tale attività tenta di delineare.
L’esordio risale al 1949, anno in cui è pubblicata la tesi di laurea, avente per oggetto una monografia di settore su «L’economia delle imprese cotoniere», ove la ricerca — pur fondata sui princìpi istituzionali della dottrina zappiana — si profila spiccatamente innovata nel metodo d’indagine: il giovane Studioso, nel rifuggire sistematicamente gli schemi dell’«Economia descrittiva», imbocca la difficile ma proficua strada della misurazione dei fenomeni osservati, sempre combinando, con rigore, il processo induttivo con quello deduttivo, da un lato, e la ricerca di uniformità con un corretto procedere per approssimazioni successive, dall’altro.
Questa prima opera, che già riflette una spiccata e non comune attitudine dello Studioso alla ricerca scientifica, è anche estremamente importante per altri significativi aspetti: essa, infatti, fondandosi su una ricca messe di osservazioni concrete e già palesando riusciti tentativi in alcune circoscritte generalizzazioni, costituisce, per il giovane Guatri, una miniera di problematiche economico-aziendali, i cui filoni utilmente sfruttabili trascendono i limiti dell’argomento specificamente trattato, suscitando interessi nuovi, protesi alla teorizzazione.
Ed ecco che nel biennio 1950-51, il promettente giovane Studioso rivela le sue elevate qualità e attitudini, pubblicando quattro opere fondamentali, importanti non soltanto per la sua successiva attività scientifica, ma anche per il progresso degli studi economico-aziendali, in quel tempo non ancora pienamente radicati e diffusi. Con metodo, moltiplica l’osservazione rigorosa dell’operante realtà del mondo aziendale e affida alle stampe, nel 1950, con «I rendimenti», anche «La produzione e il mercato» e, nel 1951, «Il costo di produzione» e «La diversificazione dei prezzi». Ognuno dei quattro argomenti ora accennati ritrova, nella prima esperienza di studio, il proprio embrione, e nelle sperimentate attitudini all’osservazione sempre estesa e rigorosa, la forza persuasiva dei risultati raggiunti attraverso la composita ricerca.
Con «I rendimenti», Luigi Guatri ha scritto un nuovo capitolo dell’Economia aziendale, fornendone le linee di fondo di una teoria, in tutto originale, che mentre da un lato perviene alla distinzione tra indagini dirette e indagini indirette, dall’altro eleva lo studio dei rendimenti ad antecedente immediato dello studio dei costi. In tale contesto, individua i «rendimenti impropri», già ponendo le prime basi di una successiva ricerca (1964) sull’efficienza della pubblicità.
Nell’opera dal titolo «La produzione e il mercato», l’Autore cerca di cogliere relazioni dinamiche fra il consumo, la vendita, la produzione, i rendimenti ed i costi, sostenendo tra l’altro, che il fenomeno del «costante» può trovare efficace espressione solo in tale complessa dinamica e non, invece, in quella, ovviamente semplicista, che si richiama a supposti costi di produzione. Respinge la nota «teoria degli equilibri dinamici», rifuggendo quindi da supposte «leggi» del movimento; procede invece attraverso congeniali osservazioni e misurazioni dei fenomeni osservati, pervenendo ad una sagace rappresentazione ed interpretazione del movimento stesso con riferimento ai più espressivi accadimenti d’impresa e di mercato. Con ciò non ricusa l’astrazione, ma non ne abusa; tende piuttosto a delimitare rigorosamente il significato delle uniformità ricercate, ben sapendo che ogni risultato raggiunto costituisce solo un punto di partenza per ricerche successive.
Su queste basi, si apre maggiormente alle esigenze dell’astrazione, trattando poi della «teoria dell’efficienza» considerata come la teorica «più generale» degli studi economico-aziendali, entro la quale inserisce — allontanandosi dalla tradizione — la stessa «teoria del reddito». Con questi fondamenti, Luigi Guatri imposta il suo lavoro su «Il costo di produzione», trattando la «teoria dei costi» nell’ambito della «teoria dell’efficienza»; lavoro con il quale opportunamente ricollega la stessa con la «teoria dei rendimenti» e con le innovate sintesi sul «costante», già individuate nel precedente studio su «La produzione e il mercato».
Gli stessi temi vengono ancora ripresi, per introdurre gli strumenti concettuali di «efficienza interna» e di «efficienza esterna» nel lavoro su «La diversificazione dei prezzi»; e ciò ai fini delle relative indagini che, nel loro complesso oggetto, attengono ancora alle relazioni tra produzione e mercato, peraltro articolandosi come analisi teorica della politica dei prezzi nei vari aspetti in cui essa può concretamente praticarsi sul piano di una diversificazione spazio-temporale dei prezzi medesimi. Con quest’opera, Luigi Guatri getta il primo seme nel fecondo terreno che successivamente coltiverà occupandosi del Marketing.
A questo punto, realizzata l’opera composita brevemente illustrata e dopo aver sempre fondato l’osservazione, l’analisi e la sintesi sulla misurazione dei fenomeni osservati, Luigi Guatri sente il bisogno di dare un ordine metodologico alle problematiche di determinazione quantitativa via via vissute, peraltro perseguendo obiettivi di generalizzazione. Ed ecco che, nel 1953, Egli pubblica, in edizione litografata, le «Brevi note metodologiche su alcune misurazioni d’azienda», che possono giudicarsi, tenendo conto anche dei successivi affinamenti, come un notevole contributo al progresso degli studi di Ragioneria, soprattutto laddove individua le condizioni economico-aziendali di calcolo e di valutazione che consentono determinazioni con metodo diretto, distinguendole da quelle che ammettono solo determinazioni indirette o addirittura quantificazioni apparenti proprie delle grandezze non misurabili. Altrettanto significativo è il contributo recato in tema di «errore» e di «indeterminazione»; argomenti che attengono, come è noto, all’attendibilità delle misurazioni e delle rilevazioni aziendali.
Sulla base di questo apporto metodologico, riprende il tema del «costo», pubblicando, nel 1954, «I costi d’azienda», il cui oggetto riguarda le metodologie per il calcolo e l’analisi dei costi di produzione, la determinazione dei costi nei vari ordini di imprese (imprese industriali, agrarie, mercantili e bancarie), oltre che la dinamica dei prezzi e dei rendimenti dei fattori, le relazioni dinamiche fra costi e prezzi, il fenomeno del «costante», le forze particolari e generali determinanti la grandezza «costo». E mentre da un lato trovano organica sistemazione le sintesi già individuate dall’Autore nelle opere precedenti, dall’altro il tema del «costo», non nuovo per gli studi economico-aziendali di quel tempo, viene trattato con criteri nuovi, non più meramente «contabilistici», ma più consoni alle esigenze di una dottrina economica dell’azienda proiettata nelle ideali condizioni per evolversi.
Ancora attratto dalle problematiche di determinazione quantitativa, Luigi Guatri, nel 1957, pubblica «L’avviamento di impresa», presentando un modello per l’analisi e la misurazione del fenomeno osservato. Tema che riprenderà negli anni ’80 con più ampio respiro, ma che già si rivela innovato, con il citato lavoro, se non altro, perché fino agli anni’50,1’awiamento ha conosciuto soltanto analisi descrittive, non di rado deludenti in termini di contributi significativi.
Da questo punto in avanti, l’attività scientifica di Luigi Guatri — dopo aver spaziato su temi e settori diversi, per altro riconducibili, come si è visto, ad un organico contesto — si rivolge particolarmente allo studio delle relazioni impresa-mercato non già riprendendo temi precedentemente trattati, bensì occupandosi di argomenti nuovi, nuovi anche per l’Economia aziendale degli anni ’60.
Nell’ambito di questo filone di studi, Luigi Guatri pubblica, nel 1960,1’«Introduzione alla teoria delle ricerche di mercato» ed una monografia sulle «Ricerche di mercato nelle aziende elettriche e del gas». Dopo un’acuta analisi critica dell’oggetto e del metodo riconducibili alle «Marketing Research» di quegli anni, l’Autore ne ridisegna il contesto disciplinare con ricchezza di significativi contributi, anche per quanto attiene agli indici di convenienza e di efficienza all’uopo proposti.
Nel quadriennio successivo, occupandosi della competizione di mercato svincolata dalla politica dei prezzi, perviene alla pubblicazione del noto lavoro su «La pubblicità nell’economia dell’azienda industriale», datato 1964: opera in cui la convenienza economica dell’azione pubblicitaria e la misurazione dei relativi effetti sono trattate con originalità, al di fuori degli usuali schemi d’indagine noti in quel tempo.
Le richiamate opere sulle ricerche di mercato e sulla pubblicità, oltre che quella sulla diversificazione dei prezzi costituiscono, nell’oggetto e nel metodo, il solido fondamento che consente a Luigi Guatri di presentare, nel 1966, un «Marketing» diverso da quello di importazione, dal quale attinge solo qualche significativo apporto, cercando invece «di conservare alla trattazione il rigore sostanziale e formale della nostra migliore tradizione economico-aziendale». L’opera qui accennata occupa il primo volume di quella, più ampia, dal titolo «Le imprese industriali», il cui se ondo volume riprende i temi della produzione, dei costi e dei prezzi. Nell’«Introduzione» al «Manuale di Marketing», del 1972, a conferma della sua impostazione di studio, afferma testualmene: «... non si deve dimenticare, come sembra talvolta facciano molti improvvisati autori, che le discipline economico-aziendali hanno nel nostro paese una valida tradizione, un supporto dottrinale di prim’ordine, seppure limitato. A chi ignori tali precedenti, pare talvolta di scoprire, nella letteratura americana, concetti nuovi ed originali che, a ben vedere, sono solo nuove versioni (o semplicemente versioni aggiornate) di concetti noti — nella nostra letteratura — già da vari decenni; quando addirittura la novità non consista solo nel diverso modo di esprimere, con qualche neologismo frutto di cattive intuizioni, vecchi concetti». Completa la sua opera pubblicando, in volume a parte, «Il Marketing», che, nelle due edizioni del 1974 e del 1977, si presenta opportunamente più articolato nei vari argomenti trattati, anche per meglio rispondere a diverse esigenze di ordine operativo.
Nel frattempo, però, sempre sensibile alle sollecitazioni della realtà insite nella dinamica del mondo aziendale e del relativo ambiente, Luigi Guatri si interessa pure delle insorgenti problematiche di finanza aziendale, pubblicando, nel 1970, «Le politiche finanziarie», i cui primi fondamenti già si individuano in un capitolo del «Corso di Tecnica industriale» edito nel 1972: qui va ricordato quanto meno il contributo innovativo sulla «riserva di liquidità», intesa come fondamento di ogni politica finanziaria. Il successivo periodo, caratterizzato dalle note perturbazioni ambientali, trova l’attento Studioso proteso ad occuparsi delle problematiche inerenti alle crisi ed alle riconversioni aziendali. Donde i lavori, ricchi di esperienza, su «La valutazione delle aziende (1981), contemplata anche con riferimento all’inflazione (1984) ed alle relazioni tra formule teoriche e soluzioni pratiche (1988), oltre che su «Crisi e risanamento delle imprese» (1986): lavoro, quest’ultimo, che condensa i risultati di un’intensa attività di studio costantemente fondata sulla metodica osservazione della realtà.
L’illustrata opera scientifica potrà, forse, non in tutto trovare unanime consenso, ma nessuno potrà negare, a Luigi Guatri, il merito di aver tracciato un profondo solco nel campo degli studi economico-aziendali.