Il mondo di Guatri
2026/1
Messaggio del Senatore Professor Giovanni Spadolini
Giovanni Spadolini, presidente dell’università Bocconi di Milano
Carissimi amici,
la Bocconi è un’istituzione cara al cuore di tutti i milanesi: e più che mai in questi anni in cui lo statalismo — una volta imperante — è stato battuto in breccia dalla molteplicità ed originalità della società civile, di cui essa stessa è peculiare e genuina espressione. E i docenti della Bocconi — quelli che hanno in qualche modo sposato la Bocconi fin dalla giovinezza — diventano essi stessi istituzioni a Milano: come è il caso dell’amico Guatri che oggi voi festeggiate per questa raccolta di scritti alla quale mi associo con cuore amico e fraterno, nell’impossibilità di essere a Milano per la coincidenza col difficile dibattito sul nuovo regolamento del Senato, forse l’impegno più difficile della mia vita di parlamentare e di presidente di Assemblea.
Dire istituzioni vuol dire valori istituzionali. E poche università come la Bocconi hanno servito in questo quarantennio i valori istituzionali della Repubblica, cominciando dalla difesa della autonomia scientifica degli atenei che fu una delle grandi conquiste dei costituenti contro la tradizione dell’integrale assoggettamento allo Stato che derivava dai principi napoleonici trasferiti tali e quali nell’università post-risorgimentale. Autonomia che si congiunge all’efficienza e che si muove in un quadro di principi costituzionali rigorosamente sentiti e osservati pure nel rispetto delle regole che agli atenei liberi sono imposte dai pubblici poteri.
Nel potenziamento della Bocconi, adeguato alle sfide della società che avanza, interprete di una Milano che cambia, il ruolo dell’amico Guatri è stato di essenziale importanza sia nelle funzioni di consigliere delegato — che coincidono pressappoco con l’arco intero della mia presidenza — sia in quelle, esplicate negli ultimi quattro anni di Rettore, nella successione degnamente assicurata al magistero di Innocenzo Gasparini.
Oggi mi associo alle testimonianze degli amici e dei colleghi, in primo luogo come amico e collega, sia pure di disciplina diversa, ma di disciplina che nella sua vastità non può non riassumere tutti gli sforzi che sono stati compiuti per cambiare il volto del nostro paese.
La lunga e instancabile milizia scientifica di Luigi Guatri obbedisce insieme ad una linea di coerenza e di originalità: dal lancio bocconiano col saggio sui «Rendimenti» al primo incarico ufficiale presso la facoltà di economia e commercio dell’università di Genova per l’insegnamento della «Tecnica Industriale e Commerciale». Il periodo genovese è particolarmente utile e fecondo per il nostro Rettore: in quegli anni egli potrà infatti confrontarsi in un dialogo approfondito con un altro grande teorico dell’Economia di Azienda, Aldo Amaduzzi.
Dal 1959 l’attività scientifica di Guatri si indirizza verso nuovi orizzonti: il futuro Rettore dell’ateneo bocconiano approfondisce il settore delle politiche commerciali dell’impresa industriale; è l’introduzione al «Marketing». Ed è proprio il contributo all’approfondimento ed alla diffusione degli studi di marketing nel nostro paese che costituisce una delle direttrici principali dell’attività scientifica di Guatri. Lo spirito della sua ricerca sempre puntuale ed attenta, si ispira a metodologie innovative nello studio della domanda e del consumatore.
I successivi contributi all’approfondimento dei fenomeni competitivi e distributivi presentano con straordinaria chiarezza i temi della organizzazione distributiva e della spesa pubblicitaria.
La più recente produzione scientifica di Guatri sulle politiche finanziarie ricerca un corretto equilibrio in un contesto finanziario difficile e per certi aspetti primitivo, quale è quello italiano degli anni settanta.
Per la sua definizione infaticabile e feconda al servizio del nostro ateneo, ho sentito il dovere di segnalare il nostro Rettore al ministro della Pubblica Istruzione per il conferimento della medaglia d’oro dei benemeriti, che gli abbiamo consegnato in occasione della nostra ultima giornata bocconiana.
Per l’impegno che ha profuso per la nostra università e per le; difficoltà che Guatri ha saputo affrontare nei primi difficili anni, noi tutti — ed io in particolare come presidente di questo ateneo — gli siamo doppiamente grati. Se oggi, alla soglia degli anni novanta, che si annunciano portatori di grandi innovazioni che le università dovranno in qualche modo sapere e recepire, la Bocconi è più attrezzata ed ha maggiori opportunità di rimanere al passo con i tempi, noi questo lo dobbiamo anche a Luigi Guatri.
Agli intervenuti tutti, giunga il mio memore affettuoso pensiero.