Il mondo di Guatri
2026/20
Prefazione
A un anno dalla scomparsa di Luigi Guatri, figura chiave nella storia della Bocconi, l’Istituto Javotte Bocconi Manca di Villahermosa intende rendergli omaggio riproponendone la figura nella sua eccezionalità e complessità con un libro speciale della collana dell’Istituto. Abbiamo affidato il compito a Mirka Daniela Giacoletto Papas, che ha scelto di «riscrivere il racconto della sua vita, rimettendo in fila le sue parole, senza interpretare né commentare». Ne emerge “il mondo di Guatri”, quale il professore non l’aveva mai compiutamente descritto.
L’autrice stessa testimonia del grande spirito innovativo di Luigi Guatri. Fu infatti Guatri, rettore e consigliere delegato della Bocconi, a chiamare nel 1985 la dottoressa Giacoletto a creare e strutturare una funzione che allora non esisteva, né in Bocconi né in altre università italiane, quella della Comunicazione. Nel 1996 la incaricò di dirigere anche la casa editrice dell’Università Bocconi, Egea, altra novità che egli stesso aveva voluto pochi anni prima.
Nella nota Perché questo libro: guida alla lettura l’autrice propone al lettore un volume davvero atipico nel genere delle biografie, da leggere «perdendosi nei meandri di una vita vissuta con intensità, creatività e curiosità».
Da Il mondo di Guatri – così come dalle numerose testimonianze che verranno rese in occasione di questo anniversario da tanti che hanno avuto il privilegio di far parte di quel “mondo” – si coglie la vastità e l’originalità dei contributi che il professore ha recato, in particolare, alla sua Bocconi. Di questa egli è stato colonna portante, rifondatore in tempi di crisi, poi realizzatore di ambizioni fondate sulla solidità, ricoprendo progressivamente tutti i ruoli di una carriera accademica completa di responsabilità anche manageriali: da professore ordinario a direttore di istituto a consigliere delegato, rettore e vicepresidente.
Un ambito nel quale Luigi Guatri ha specialmente profuso il suo impegno di alta guida del “sistema Bocconi” è stato l’Istituto Javotte Bocconi Manca di Villahermosa, intitolato a colei che fu presidente dell’Università Bocconi dal 1932 al 1957 e presidente di tale Istituto dal 1955 al 1965. Esso costituisce il principale punto di riferimento delle scelte strategiche e di governance dell’Università, in coerenza con lo spirito e la memoria della famiglia Bocconi.
Divenuto membro vitalizio del Consiglio di amministrazione dell’Istituto nel 1985, Guatri fu nominato presidente nel 2005. Lo rimase fino al 2018, quando rinunciò all’incarico, diventato sempre più impegnativo, mantenendo però il ruolo di consigliere vitalizio e partecipando spesso alle riunioni del Consiglio e ai momenti salienti della vita dell’Istituto. A lui venne conferita la presidenza onoraria, mentre Angelo Provasoli subentrò alla presidenza.
Desidero rendere noto, in questa occasione, un gesto significativo compiuto dal professor Guatri nel dicembre 2024. Sarebbe stato l’ultimo atto della sua lunghissima vita bocconiana, un atto di responsabilità e generosità, poche settimane prima della scomparsa, avvenuta il 6 febbraio 2025.
Il 24 dicembre 2024 Luigi mi indirizzò da Arenzano una lettera, quale presidente dell’Istituto Javotte Bocconi (posizione che il professor Provasoli mi aveva chiesto di assumere in sua vece quando lasciai la presidenza dell’Università nel 2022, proseguendo però la sua importante opera per l’Istituto nel nuovo ruolo di consigliere delegato). In quel dicembre, a 97 anni compiuti, il professor Guatri era lucido come sempre, ma affaticato. Prendere parte alle riunioni del Consiglio, sia pure in collegamento, gli pesava sempre di più.
«Quando non posso partecipare alle riunioni del Consiglio» scriveva «quest’ultimo, pur potendo validamente deliberare, non può avvalersi del pieno contributo dei suoi sette membri; in particolare, la componente dei consiglieri vitalizi (quattro) non è in grado di esprimere appieno le proprie posizioni.»
E proseguiva: «Dato il ruolo cruciale dell’Istituto Javotte Bocconi nell’ambito del complessivo “sistema Bocconi”, ritengo importante che il suo Consiglio di amministrazione sia sempre in grado di funzionare in modo ottimale. Sono perciò giunto alla determinazione, caro Mario, di pregarti di accettare le mie dimissioni da membro vitalizio del Consiglio».
Qualche giorno dopo, i tre vitalizi rimasti in carica – Enrico Cucchiani, Mario Garraffo e io – chiamarono a succedergli come membro vitalizio Angelo Provasoli, secondo l’auspicio condiviso dallo stesso Guatri.
Pensando a questo, che fu l’ultimo atto della lunga collaborazione tra Luigi e me alla guida della Bocconi, vorrei sottolineare la facilità con la quale il professor Guatri e io, pur diversi per forma mentis, orientamenti culturali e carattere, ci trovavamo d’accordo sulla valutazione delle persone.
In questo libro viene ricordato come sia stato Luigi Guatri a volermi come suo successore quale rettore nel 1989; e come sia stato di nuovo lui, alla scomparsa del presidente della Bocconi Giovanni Spadolini nel 1994, a insistere perché fossi io ad assumere quella responsabilità, che a me sembrava naturalmente destinata a lui.
Da lui ho imparato tanto: sempre con soggezione, come viene spiegato nel corso del libro (capitolo 7, pp. 108-111). Se insieme abbiamo lavorato per oltre trent’anni in profonda sintonia per la nostra Bocconi, per farne una grande università di eccellenza internazionale, per formare la cultura che la permea, per fare crescere le personalità che oggi la guidano verso nuovi traguardi, tutti noi lo dobbiamo soprattutto a Luigi Guatri.
Mario Monti
Presidente
Istituto Javotte Bocconi Manca di Villahermosa
Gennaio 2026