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Il mondo di Guatri

2026/20

La fortuna di trovare un Maestro

Perseguire nuove mete e additarle ai propri allievi

Sono molte le definizioni usate per illustrare la figura del Maestro, soprattutto nel mondo accademico, nel quale questa parola viene scritta sempre con la M maiuscola e pronunciata con un senso profondo di rispetto e gratitudine. Avere un Maestro, incontrarlo, riconoscerlo e seguirlo per tutta la vita (con libertà di criticarlo o anche discostarsi dalle sue dottrine) è considerata una fortuna.

Poiché i Maestri sono stati allievi e gli allievi, o almeno alcuni di loro, diventeranno Maestri, è la continuità nella volontà di ricerca, di esplorazione dei confini del sapere, la migliore garanzia per un futuro di responsabilità e di coraggio nell’individuare e sperimentare nuove strade da percorrere, da lasciare in eredità agli allievi.

Guatri, sempre parco di parole, non lesina omaggi ai Maestri che, per definizione, sono sempre Grandi (anche qui con la G maiuscola!): Gino Zappa è il “Maestro dei Maestri”, a cui rimarrà fedele per tutta la vita anche discostandosi dai suoi insegnamenti e innovando le sue posizioni; Ugo Caprara è stato «uno dei veri Maestri della mia vita, e il simbolo del XX secolo»; Aldo Amaduzzi «tra i primi Maestri che costruirono, insieme a Zappa, l’economia aziendale»[105], Giorgio Pivato, «il più fraterno degli amici» e Maestro[106]; Giordano Dell’Amore «allievo prediletto del Maestro e studioso di alta qualità»[107].

E citando Dell’Amore, Maestro e, in quanto rettore, responsabile insieme a Cicogna della decisione di chiudere la Facoltà di Lingue senza consultare né informare nessuno, suscitando qualche disappunto, Guatri commenta: «Un comportamento insolito ma preso in una situazione di emergenza, che non consentiva di aprire un dibattito … Le decisioni che comportano tagli netti devono essere assunte da pochi e con prontezza, altrimenti ci si invischia in discussioni infinite e non si decide più»[108]. Questa sarà per Guatri una costante comportamentale, insieme alla profonda convinzione della necessità del più ampio consenso per le decisioni che impattano sulla vita delle organizzazioni. Una contraddizione solo apparente, che consacrò Guatri come Maestro nei vari ruoli da lui assunti nel corso della sua vita: consigliere delegato e rettore, studioso e ricercatore, professionista coinvolto nella vita di molte aziende.

Sarà uno dei suoi primi allievi, Stefano Podestà, a rivolgergli il riconoscimento formale di Maestro[109]:

È un paradosso poco noto che gli allievi di Luigi Guatri sentano di aver ricevuto moltissimo da lui, mentre Luigi Guatri si scusa spesso con i suoi allievi di aver dato loro, secondo il suo giudizio, troppo poco.

Caro prof. Guatri, lei ci è Maestro per molti motivi. Innanzi tutto ci ha sempre rispettati come individui e come studiosi, ed ha sempre rispettato le nostre idee anche quando non collimavano con le sue. Non si è Maestri in nulla se non si è maestri di libertà. In secondo luogo, pur essendo profondamente coinvolto nella vita professionale, non l’ha mai anteposta all’impegno accademico, e ciò la rende Maestro di valori. In terzo luogo, lei ha sempre aborrito il servilismo ed apprezzato e premiato la ricerca e la produzione scientifica: nel mio modo di pensare, questo comportamento ha un valore etico universale. Infine, lei ha una capacità sorprendente nel discernere, nel magma dei temi scientifici, ciò che ha la capacità di innovare il sapere rispetto ai semplici argomenti di moda. Ancora sabato scorso, in occasione dell’incontro annuale del nostro istituto, l’aver colto che il problema del metodo è, in questo momento storico, il tema di fondo da affrontare per avviare l’indispensabile rinnovamento delle discipline economiche d’impresa è la dimostrazione inconfutabile della mia affermazione. E mi consenta di dire che un vero Maestro non si sofferma a raccontare il passato per riprodurre se stesso ma, come lei ben fa, persegue nuove mete scientifiche, e più ancora ne addita ai propri allievi.

È una affermazione che non lascia spazio a commenti. Va però sottolineato che gli “allievi” del prof. Guatri sono stati, e sono, molti di più dei dodici che, secondo le sue stesse parole, ha “messo in cattedra”: sono quelli che hanno studiato sui suoi libri, le centinaia di laureati che hanno adottato i suoi insegnamenti, ne hanno sviluppato e portato avanti le idee, le hanno messe in pratica nella loro attività quotidiana di docenti, di imprenditori, di commercialisti, di magistrati e di operatori del diritto. Cioè le persone perbene che hanno trasformato gli insegnamenti di Luigi Guatri in valori-guida per il loro posto nella società.

Gli allievi “messi in cattedra” indicati da Guatri, in ordine alfabetico, sono: Silvio Brondoni, Giovanna Dossena, Renato Fiocca, Alessandro Frova, Maria Martellini[110], Mario Massari[111], Sergio Pivato[112], Stefano Podestà[113], Angelo Renoldi, Aldo Spranzi[114], Enrico Valdani[115], Salvatore Vicari[116].

Di questi, solo cinque verranno richiamati in Bocconi: Massari, Pivato, Podestà, Valdani e Vicari. Gli altri si distribuiranno tra le università di Bergamo, Brescia, Milano-Bicocca, Milano-Statale, favorendo quella “trasmigranza” di sapere e metodo appresi e coltivati con i Maestri della Bocconi e portando un contributo alla crescita della cultura aziendalistica nell’accademia nazionale, secondo il principio, più volte enunciato, del pluralismo culturale e del confronto continuo. Rimane il rammarico, sottolinea Guatri, «di non aver potuto aiutare i più giovani collaboratori (Laura Zanetti e Andrea Amaduzzi) che non feci in tempo a portare in cattedra, anche se l’avrebbero ben meritato».

Non mancano elogi compiaciuti per altri allievi che considera tali nello spirito e nella comune passione per la ricerca e la visione integrata di studio e professione, in particolare per Gualtiero Brugger e Mauro Bini. Il primo, allievo “ereditato” da Giorgio Pivato e da lui “messo in cattedra”, è definito intelligentissimo e colto, «studioso serio, tenace, puntuale e, in parallelo, pronto a trasferire queste doti nel campo professionale. Dove lo annoverai giovanissimo tra i più affidabili collaboratori, il migliore che abbia mai incontrato»[117]. Mauro Bini è invece un allievo “ereditato” da Alberto Bertoni e da lui accompagnato alla nomina a professore ordinario, persona di «grande competenza e serietà», con cui Guatri inizierà una «lunga e proficua» collaborazione che porterà all’uscita di ben sei libri a firma congiunta.

Una dimostrazione efficace dell’attenzione di Guatri ai suoi allievi in senso lato e alla loro maturazione culturale e scientifica è la ricerca sulle Linee guida per le valutazioni economiche (illustrata nel capitolo 5), in cui sono coinvolti sia gli allievi messi in cattedra, sia quelli “in attesa” di salirvi, sia altri studiosi di materie aziendalistiche, e non solo, oltre a esperti di diverse aree professionali e del diritto civile, penale e fiscale.

La ricerca è avviata per aggiornare il documento guida del 1989 in tema di valori e valutazioni aziendali, redatto su iniziativa dell’Università Bocconi in collaborazione con il mondo accademico e il mondo operativo. Il contenuto della ricerca e la composizione del gruppo evidenziano la convinzione del prof. Guatri circa la necessità:

  • di far partecipare alla ricerca tutti coloro che possono esercitare un ruolo positivo nella definizione, o applicazione, delle nuove regole;
  • di far crescere gli allievi spingendoli al confronto con nuove realtà e interlocutori;
  • di “mettere intorno al tavolo” espressioni di realtà culturali, accademiche, professionali diverse, dimostrando l’utilità della loro collaborazione ai diversi livelli sia scientifici che applicativi.

Capita, a volte, che il rapporto Maestro-allievo incontri qualche difficoltà o dissonanza. Ed è capitato anche a Guatri di trovarsi di fronte a comportamenti palesemente, forse anche volutamente, in contrasto con le sue direttive accademiche o con le sue indicazioni professionali. Ma, distinguendo tra aspettative e tradimenti, la grandezza di un Maestro sta sempre nell’individuare il valore, valutarlo e salvaguardarlo.

Come spiegava il suo grande amico Sergio Vaccà: «Il prof. Guatri ha ricevuto nella sua vita sgarbi e offese. Ma dopo tre giorni ha perdonato e dopo quindici giorni ha dimenticato».

E per tutti i suoi allievi, questo rappresenta la “fortuna di trovare un Maestro”.

I Maestri dell’economia aziendale

Alcuni dei nomi elencati (Ugo Caprara, Giordano Dell’Amore, Claudio Demattè, Carlo Masini, Giorgio Pivato, Napoleone Rossi e Gino Zappa) compaiono anche nel box “Grandi personaggi della Bocconi” inserito nel capitolo 3 “Nella vita ci vuole fortuna...” mentre Salvatore Sassi compare anche nel box “Colleghi e amici” inserito nel capitolo 5 Tenacia, umiltà, senso profondo della missione e nel box “I Maestri della professione” inserito nel capitolo 8 “Con macchine sempre più veloci”.

Aldo Amaduzzi

«Fu uno degli aziendalisti di spicco del Novecento ... il rappresentante di una generazione di studiosi che, nella continuità della storia ottocentesca, nella piena consapevolezza e nel pieno rispetto dei risultati conseguiti nel passato, ha costruito l’economia aziendale, lasciando un patrimonio indistruttibile di pensiero e di opere.»

Vite vissute… op. cit., capitolo “Aldo Amaduzzi”, pp. 17-31.

Ugo Caprara

«Uno dei “veri” maestri della mia vita. E il simbolo del XX secolo: lo ha percorso quasi interamente.»

«È il testimone più sicuro dei primordi dell’economia aziendale, ma ne è stato uno dei più acuti e vivaci protagonisti. A Gino Zappa si rivolge chiamandolo Maestro: esempio di fedeltà intellettuale e di reverente attaccamento che oggi appare inusitato e sorprendente.»

«Aveva 94 anni … e mi inviò una “proposta personale”: comporre una storia dell’economia aziendale (che egli qualificava ancora, dopo 60 anni, nuova disciplina).»

Scritti in onore..., op. cit., capitolo “Intervento del Professor Ugo Caprara”, p. 11.

Li ho visti così 1, op. cit., capitolo “Ugo Caprara”, pp. 33-43.

Grandi personaggi…, op. cit., capitolo “Ugo Caprara”, pp. 17-20.

Nostalgia, op. cit., capitolo 5, pp. 58-60.

Amarcord, op. cit., capitolo “Ugo Caprara”, pp. 23-32.

Giordano Dell’Amore

«È stato un Maestro con la M maiuscola in quanto, all’intensità e qualità delle sue ricerche lungo l’intero arco della vita, aggiunse la capacità di scoprire e crescere moltissimi allievi, tutti di alto o altissimo livello, che hanno per vari decenni dominato l’economia della aziende bancarie dell’intero paese…»

Li ho visti così 1, op. cit., capitolo “Giordano Dell’Amore”, pp. 45-70.

Grandi personaggi…, op. cit., capitolo “Giordano Dell’Amore”, pp. 21-32.

Nostalgia, op. cit., capitolo 5, pp. 61-70.

Claudio Demattè

«È stato, tra il 1970 e il 2003, uno dei più importanti personaggi bocconiani. Per la Bocconi ha fatto moltissimo e, se il destino non ce l’avesse tolto troppo presto, avrebbe fatto, ne sono sicuro, molto di più. Una sua lettera, scritta pochi mesi prima della scomparsa, ai vertici bocconiani, dimostra con tanta chiarezza che l’averlo avuto con noi “solo” per 33 anni è stata una perdita pesantissima.»

Grandi personaggi…, op. cit., capitolo “Claudio Demattè”, pp. 65-70.

Nostalgia, op. cit., capitolo 5, pp. 86-90.

Carlo Masini

«Una concezione dell’economia al servizio dell’uomo, in cui aziende e istituti di ogni tipo sono chiamati a ricercare e a perseguire il bene comune, una concezione molto vicina alla dottrina sociale della Chiesa, dottrina che gli era parimenti molto familiare. Per devozione verso il suo maestro portava sempre il cappello a tesa larga, in base al principio che, quando si impegna il cervello, è meglio avere la testa al caldo.»

Grandi personaggi…, op. cit., capitolo “Carlo Masini”, pp. 99-112.

Nostalgia, op. cit., capitolo 5, pp. 108-111.

Pietro Onida

«“L’economia, come ogni altra cosa, non può essere convenientemente messa al servizio dell’uomo ove non sia conosciuta nei suoi caratteri e nelle sue leggi”: dell’uomo colpiva la grande serenità, frutto di pace interiore e coerenza di comportamento, e l’attenzione che aveva per gli studenti, il senso di sconfitta che aveva quando doveva bocciarli… Venuto dalla Sardegna per studiare a Ca’ Foscari con il Maestro dei Maestri, Gino Zappa, a sua volta è stato Maestro di “grandi” dell’economia aziendale: Ferrero e Capaldo.»

Vite vissute…, op. cit., capitolo “Pietro Onida”, pp. 105-118.

Giorgio Pivato

«La differenza di età lasciò per qualche tempo il nostro sempre affettuoso rapporto a mezza strada tra la figura del Maestro (espressione che egli non volle mai sentir pronunciare) e quella dell’amico.»

Scritti in onore…, op. cit., capitolo “Intervento del professor Giorgio Pivato”, pp. 15-17.

Grandi personaggi…, op. cit., capitolo “Giorgio Pivato”, pp. 43-52.

Li ho visti così 3, pagg. 1-26.

Nostalgia, op. cit., capitolo 5, pp. 70-78.

Napoleone Rossi

«Era capace di essere dolce ma terribile: non era raro che, nel corso di un esame, non soddisfatto delle risposte date da uno studente, gli gettasse il libretto dalla finestra! ... È con grande dispiacere che vedo Napoleone Rossi completamente dimenticato dal mondo bocconiano. Anche se non è mai stato professore ordinario della nostra università (lo è stato a Venezia “Ca’ Foscari” e a Pavia), per noi ha fatto molto, ed ha lasciato tracce durature nei libri pubblicati».

Grandi personaggi…, op. cit., capitolo “Napoleone Rossi”, pp. 87-94.

Nostalgia, op. cit., capitolo 5, pp. 86-90.

Salvatore Sassi

«Grande studioso ma anche versatile e intraprendente professionista che agiva sul campo. Intellettuale poliedrico ed eclettico, comprese, con geniale intuizione, che la trasposizione della scienza e dell’esperienza professionale era viatico di uno strumento di varietà nell’esercizio della professione e nella costruzione di un più vivo mondo del lavoro ... Tra i grandi dell’accademia e della professione ma, al contempo, aperto al mondo, e tra i primi a studiare il rischio d’impresa.»

Li ho visti così 3, op. cit., capitolo “Salvatore Sassi”, pp. 103-116.

Gino Zappa

«Maestro dei maestri, venne dall’800 e dominò il secolo XIX come fondatore dell’Economia aziendale.»

«Era un docente molto severo: credeva fermamente nella serietà degli studi e quindi i suoi esami erano durissimi: chi non sapeva, non li poteva superare. Implacabile, segnava sul libretto 10/30.»

Li ho visti così 1, op. cit., capitolo “Gino Zappa”, pp. 1-32.

Grandi personaggi…, op. cit., capitolo “Gino Zappa”, pp. 11-16.

Amarcord, op. cit., capitolo “Gino Zappa”, pp. 3-21.

1

Nostalgia, op. cit., capitolo 5, pp. 73-90.

2

Li ho visti così 3, op. cit., capitolo “Giorgio Pivato”, p. 1.

3

Amarcord, op. cit., capitolo “Il caso più sconcertante della mia vita accademica: l’arresto di Giordano Dell’Amore”, pp. 172-84.

4

Nostalgia, op. cit., capitolo 5, pp. 67.

5

Scritti in onore…, op. cit., capitolo “Intervento del professor Stefano Podestà”, pp. 21-24.

6

Scritti in onore…, op. cit., capitolo “Introduzione agli Scritti in onore di Luigi Guatri (estratto)”, pp. 67-111.

7

Luigi Guatri, visto…, op. cit., capitolo “Mario Massari”, pp. 151-54.

8

Ivi, capitolo “Sergio Pivato”, pp. 187-90.

9

Scritti in onore…, op. cit., capitolo “Intervento del Professor Stefano Podestà”, pp. 21-24; capitolo “Introduzione agli Scritti in onore di Luigi Guatri (estratto)”, pp. 67-111.

10

Hanno scritto…, op. cit., capitolo “Un intelligente ma ‘singolare’ collega e amico: Aldo Spranzi”, pp. 197-204.

11

Luigi Guatri, visto…, op. cit., capitolo “Enrico Valdani”, pp. 245-51.

12

Ivi, capitolo “Salvatore Vicari”, pp. 265-70.

13

Nostalgia, op. cit., capitolo 5, p. 75.