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Il mondo di Guatri

2026/13

Postfazione

L’aziendalista non «perde tempo» quando si dedica a lavori professionali: questi integrano le sue ricerche scientifiche, ne rendono significativi e spesso validi i contenuti. Io mi sono sempre regolato in questo modo e ancora dopo tanti anni la giudico la scelta corretta.

Nella professione, peraltro, è opportuno scegliere argomenti che siano in simbiosi con la ricerca accademica. Io ho scelto, ad esempio, nel corso della mia vita, il «marketing» e «la valutazione delle aziende». Il settore di studi della valutazione delle aziende è stato per molto tempo caratterizzato dal rispetto formale, in dottrina, di pochi assiomi (del tipo: il valore dell’azienda dipende dalla sua capacità di reddito, oppure dai flussi di cassa che essa genererà in futuro) e dalla sostanziale inettitudine della stessa teoria a mettere a disposizione dei pratici una serie di validi strumenti operativi.

Tanto che la pratica ha dovuto spesso andare per proprie strade, costruendo procedimenti basati sull’intuito e sull’empirismo. Ma, proprio perché tali, privi di reale capacità di dimostrazione e di convincimento; e talvolta frutto di mere convenzioni.

Il mio tentativo è stato di gettare un ponte tra le due opposte sponde, caratterizzate da scarsa reciproca comprensione, fino al punto dell’incomunicabilità. In questo sono stato per certo molto agevolato dall’aver potuto esaminare, con la mentalità di studioso, una grande mole di casi pratici. Ciò è accaduto specialmente dopo il 1980, con l’intensificarsi in Italia dei processi di acquisizione e fusione di imprese e all’affermarsi in campo finanziario di nuovi operatori, nuovi prodotti, nuovi modi di distribuzione, nuovi mercati. Il che ha generato la crescente necessità di conoscere i più attendibili valori attribuibili al capitale delle imprese.

Del resto, proprio per questi motivi, il tema – che per decenni era rimasto confinato tra le curiosità di pochi ricercatori e di pochi professionisti – è divenuto di generale interesse. E ancor più lo sarà per il futuro.