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Il mondo di Guatri

2026/19

Dedica

Dedico questo libro alla memoria di mio fratello Giuseppe (detto “Beppe”). Siamo nati nella stessa casa a Trezzo sull’Adda (via S. Caterina). Abbiamo trascorso insieme l’infanzia e la giovinezza seguendo la vita e la carriera di nostro padre: a Valbondione, a Caravaggio, a Treviglio (nella bergamasca). Poi abbiamo spiccato il volo su Milano, che è stata per sempre la nostra città. A pochi anni di distanza (1949-1954) ci siamo laureati all’Università Bocconi.

* * *

Scrive Beppe di se stesso nel 2011:

Ho avuto un’infanzia assai felice. Sono nato a Trezzo sull’Adda il 5.1.1930, dove mio padre Edmondo lavorava nella centrale idroelettrica sul fiume Adda. Avevo circa quattro anni quando mio padre si trasferì a Valbondione (BG) dove la stessa società Elettrica Orobia (del gruppo Edison) aveva una centrale idroelettrica a circa 1000 metri di altitudine.

La neve qui abbondava ed io facevo circa tre chilometri al giorno per frequentare la scuola elementare di Gavazzo, frazione più vicina alla centrale.

Il sole, ai Dossi di Valbondione, si vedeva per pochissimi mesi all’anno, ma per noi bambini era una festa giocare nella neve o correre sui prati scoscesi vicino alle condotte forzate.

La maestra Poloni, che veniva dalla bergamasca (Ponte Nossa), aveva trovato sistemazione in una camera della nostra casa ed io iniziai la scuola elementare all’età di soli cinque anni. Fu così che fui sempre più giovane (di un anno) in tutte le classi scolastiche frequentate negli anni successivi.

Nel frattempo mio padre faceva rapidamente carriera nel campo elettrotecnico e nel 1938 fu inviato nella «zona» di Caravaggio, dove finii le scuole elementari e poi a Treviglio (1940) dove frequentai la scuola media inferiore ed infine a Bergamo dove mi diplomai perito industriale elettrotecnico con ottimi voti, nel 1948, seguendo le orme del lavoro di mio padre.

Anche lui innamorato del suo lavoro, fu assai contento che io iniziassi la stessa attività, pur dovendo fare la pratica necessaria. Così, per oltre due anni, feci l’operaio della Società Elettrica Orobia (dopo un esame specifico a Milano presso la direzione generale della società Edison) nella zona di Treviglio (BG) e poi passai alla sottostazione di Merate, in provincia di Como, per oltre un anno per completare la pratica. Infine passai a Trezzo sull’Adda dove fui promosso «impiegato» alle dirette dipendenze del capozona dell’Orobia.

Ma malgrado la materia (elettrotecnica) fosse molto interessante ed avessi anche imparato molto da mio padre (oltre che dalla scuola tecnica di Bergamo, considerata allora tra le migliori nel particolare settore) io cominciavo a essere attratto dagli studi universitari ed in particolare da quelli di mio fratello Luigi (tra l’altro i soli che potessi effettuare senza particolari esami, secondo le disposizioni scolastiche di allora – 1950).

Mi sembrava importante, dopo avere effettuato studi esclusivamente tecnici, continuare anche con gli studi di carattere economico.

Fu così che nel 1950 mi iscrissi, pur continuando a lavorare fino alla fine del 1951, all’Università Bocconi di Milano, nella facoltà di «Economia e Commercio», senza fare esami.

All’inizio del 1952 cominciai a frequentare assiduamente l’Università (venendo quasi tutti i giorni in treno da Treviglio) che finii nel giugno 1954 con i massimi voti (110/110). Tra la data del primo esame e quella dell’ultimo erano passati solo due anni e. mezzo. Quasi un record.

Nel luglio 1954, mio fratello Luigi mi presentò a un dottore commercialista di Milano (dr. Ernesto Cattaneo) e cominciò così la mia pratica nel campo professionale.

Nel 1956 passai allo studio del dr. Luigi Antonelli, che fu il presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti di Milano e d’Italia.

In questo studio già esercitava la sua attività di dottore commercialista mio fratello Luigi che, oltre all’attività professionale, svolgeva già anche l’attività di professore universitario.

Dopo una parentesi presso un altro studio di commercialisti, nel 1963 io e mio fratello Luigi ci mettemmo assieme nello studio di Milano, via F. Ferruccio n. 6.

Da qui ci spostammo infine in via Massena 12/7 (nel 1965) praticamente fino a oggi (2011).»

Nota dell’Autore

Giuseppe Guatri, mio fratello, ha brillato per tutta la vita: operoso, attivo, vivace, simpatico. Dormivamo a Treviglio (via Crivelli, 2) nella stessa camera, senza riscaldamento (com’era per tutti).

Ci ha sempre legato un grande affetto.

Di nostro padre Edmondo e di nostra madre Rosa, abbiamo avuto un’ammirazione sconfinata; così come un affetto pieno ci lega alla nostra «piccola» sorella Graziella (che oggi ha 76 anni).

Assieme abbiamo costruito la «Cappella» dei Guatri nel Cimitero di Trezzo sull’Adda.