Il mondo di Guatri
2026/19
Marina Brogi
Professor Luigi Guatri: Magnifico Rettore e «Aziendalista». Questo è il mio primissimo ricordo, assolutamente unilaterale – io sapevo chi fosse, mentre lui certamente non mi conosceva, dato che ero una delle tante matricole entrate alla Bocconi nell’autunno del 1984 – del Professor Luigi Guatri, che è stato Rettore durante quasi tutto il periodo dei miei studi universitari. Dopo la morte del Prof. Innocenzo Gasparini nel gennaio 1985 – sospensione delle lezioni e un dolore palpabile in atrio – il Professor Guatri fu scelto come suo successore. La notizia arrivò anche a noi studenti.
Ricordo che avrei voluto avere qualche informazione in più sull’uno e sull’altro, ma erano tempi diversi e quello che oggi qualunque matricola sarebbe in grado di reperire in pochi secondi con una ricerca su Internet dal cellulare era allora semplicemente impensabile. L’unica notizia circolata fino a noi studenti era appunto che, in virtù della tradizione dell’alternanza allora applicata alla Bocconi, a un insigne economista come il Professor Gasparini doveva succedere un aziendalista; quindi il neo-Rettore Professor Luigi Guatri era un aziendalista.
Il primo contatto diretto avvenne invece quando fu lui a premiarmi come laureata nel 1988.
Purtroppo non ho avuto il piacere di averlo come docente nel periodo universitario, ma ne ho successivamente studiato e apprezzato gli scritti, in particolare quelli sulla valutazione delle aziende, tema al centro delle sue riflessioni per tanti anni.
Come studioso, Luigi Guatri si è dimostrato capace di coniugare rigore e rilevanza: il rigore della scuola Zappiana, e la rilevanza, frutto dell’osservazione dettagliata e diretta di problemi e fenomeni concreti, che gli si presentavano nell’ambito dell’attività professionale. Prova ne è che i suoi scritti sono da sempre apprezzati sia dagli studiosi che dai practitioner.
Il Professor Luigi Guatri è un esempio di engaged scholar, uno studioso impegnato che crede in quello che fa, che ha il coraggio di ricordare verità scomode, molto attento ad accrescere la conoscenza dell’economia aziendale non solo degli studenti e degli allievi ma anche la sua applicazione all’interno delle aziende e della professione. Si è sempre generosamente impegnato per la diffusione della conoscenza. La rivista Finanza, Marketing e Produzione (FMP), gli innumerevoli convegni sulla valutazione e sui principi contabili, l’Organismo Italiano di Valutazione (OIV), sono solo alcune delle iniziative che ha promosso in prima persona e che molto hanno contribuito a far progredire sia l’accademia che la pratica.
La sua indiscussa autorevolezza l’ha portato a essere chiamato in più occasioni a tavoli istituzionali e a partecipare negli organi di amministrazione e controllo di importanti aziende italiane. Non si è mai sottratto alle grandi responsabilità, svolgendo le importanti cariche alle quali è stato chiamato con competenza, serietà e dedizione.
Negli ultimi anni, in cui il fardello del debito pubblico e la crisi economica sembrano aver fiaccato le speranze per il futuro dei nostri giovani, il Professor Luigi Guatri si è preoccupato di ricordare alcune figure esemplari che hanno contribuito alla costruzione della Bocconi e del Paese (i tre volumi di Li ho visti così, Vite vissute, L’Italia che abbiamo trovato, quella che lasciamo) e di testimoniare, come ha fatto ancora di recente alla Sapienza a Roma in occasione della presentazione dell’ultimo libro del Professor Pellegrino Capaldo, l’ottimismo e l’entusiasmo che ha vissuto negli anni oggettivamente difficili del secondo dopoguerra.
Più di recente, ha curato una serie di saggi sul passato e sul presente dell’economia aziendale il cui obiettivo è forse di indicarne anche il futuro.
In sintesi, l’ho visto, lo vedo e continuerò a vederlo come un riferimento. Un esempio di studioso impegnato, desideroso di contribuire e generoso nel costruire. Uno dei grandi Maestri dell’economia aziendale che hanno saputo partecipare alle sorti delle aziende anche assumendosi in prima persona responsabilità di governance e diventando così esempio per le generazioni future: in sintesi, Maestri di vita oltre che della disciplina che hanno studiato e insegnato.
Consentitemi un’ultima riflessione: in questi anni ho avuto modo di osservare il rapporto tra il Professor Luigi Guatri e il suo «amico di una vita», il Professor Tancredi Bianchi e questo mi pare il loro insegnamento, la loro eredità più grande. La testimonianza di una vera amicizia nella visione ciceroniana, un’amicizia che «può sussistere solo tra persone virtuose...».
Uomini che si comportano, che vivono dimostrando lealtà, integrità morale, senso di equità, generosità» e che «alimenta buone speranze che rischiarano il futuro, e non permette all’animo di deprimersi e di abbattersi».