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Il mondo di Guatri

2026/19

Andrea Sironi

Ho avuto il piacere di conoscere il Professor Luigi Guatri di persona solo in occasione della mia nomina a Rettore, avvenuta nel luglio del 2012. Assente il Presidente dell’Università Mario Monti, perché impegnato nel ruolo di Presidente del Consiglio, il Professor Guatri, nella sua veste di Vicepresidente dell’Università, si incaricò di tenere le consultazioni con alcuni membri del corpo docente che tradizionalmente precedono la decisione del Consiglio di amministrazione dell’Ateneo relativa alla nomina del Rettore.

Ebbi così occasione di incontrarlo, insieme al collega Piergaetano Marchetti, il quale lo affiancò in questo delicato ruolo. Il Professor Guatri fu molto gentile e mi riferì di aver ascoltato numerosi colleghi che avevano espresso opinione positiva in merito alla mia persona quale futuro Rettore dell’Università. Il colloquio fu molto sereno e al contempo sintetico. Mi chiese se fossi disponibile ad accettare l’incarico per il biennio 2012-2014 e mi illustrò alcuni princìpi e linee guida che avrebbero dovuto guidare l’azione del Rettorato negli anni a venire. Ebbi la sensazione, in quell’occasione, che il Professor Guatri nutrisse una qualche forma di preoccupazione nell’affidare la gestione accademica dell’Università a una persona relativamente giovane e dunque poco esperta, o almeno da lui percepita come tale.

Nei mesi successivi ebbi poche opportunità di incontro, se non nelle occasioni formali rappresentate dalle riunioni del Comitato esecutivo e del Consiglio di amministrazione. In queste occasioni egli fu sempre particolarmente generoso nei miei confronti, non solo nell’esprimere apprezzamento per il lavoro che stavo svolgendo, ma anche manifestando una certa attenzione a che io potessi lavorare nelle migliori condizioni. Nonostante la differenza di età, ho la sensazione che nel corso degli anni, oltre alla stima reciproca e alla comune passione per l’Università Bocconi, si sia sviluppato un sentimento di affetto e di amicizia, che naturalmente a me fa particolare piacere.

In alcune occasioni, specie nella prima parte del mio mandato, il Professor Guatri è stato esplicito nell’esortarmi a lavorare in modo autonomo e indipendente, seguendo i miei orientamenti, piuttosto che subendo condizionamenti esterni. Anche questa espressione di fiducia fu da me molto apprezzata.

Durante il mio mandato di Rettore, il Professor Guatri ha sovente richiamato la mia persona, così come i colleghi membri del Consiglio di amministrazione e del Comitato esecutivo, alla prudenza nella gestione economico-finanziaria dell’Ateneo, memore delle difficoltà attraversate dall’Università negli anni Settanta e Ottanta, quando il suo intervento in qualità di Rettore e di Consigliere delegato fu determinante per garantire l’indipendenza e la solidità dell’Ateneo. La Bocconi è stata negli ultimi anni, ed è anche oggi, in ottime condizioni sia dal punto di vista del conto economico, sia da quello patrimoniale. La mia impressione era dunque che, in un contesto di crescente competizione internazionale, fosse invece il momento di potenziare gli investimenti, specie sul fronte del reclutamento di nuovi docenti dal mercato internazionale. L’esperienza recente di alcune prestigiose istituzioni accademiche dell’Europa continentale, le quali hanno conosciuto una situazione di gravi crisi finanziaria per effetto di simili investimenti e della contestuale riduzione dei contributi pubblici, insegna tuttavia l’importanza di una gestione sana e prudente, pena la perdita dell’indipendenza.

Mi dispiace di non aver avuto l’occasione di conoscere prima della mia nomina a Rettore Luigi Guatri. Il periodo attraversato dalla Bocconi negli anni Settanta e Ottanta è stato indubbiamente un periodo difficile, ma nel contempo ricco di sfide e opportunità. Ebbi occasione una volta di esprimergli una certa invidia per la qualità e la ricchezza delle sfide attraversate nella sua vita. Guatri mi rispose con una nota che rivelava una certa emozione, e compresi così di aver colto nel segno.