Il mondo di Guatri
2026/19
Victor Uckmar
L’incontro è da lontano, e il primo ricordo è la mia ammirazione per il rigore scientifico e la chiarezza nella esposizione.
Laureato in legge nel 1947 a Genova, con grandi maestri quali Lucifredi, Satta, Casanova, Pugliese, Vassalli, Orestano, mi ero avvicinato, ancora studente, al Diritto tributario correggendo le bozze di mio padre (era un modo per acquisire la «paghetta»). Mentre sentivo una discreta preparazione giuridica, mi mancavano le basi di economia aziendale, persino negli aspetti più elementari di contabilità.
All’epoca, le Facoltà di Giurisprudenza e di Economia non contemplavano il Diritto tributario, salvo qualche nozione elementare (e non sempre) nei corsi di Scienza delle finanze e Diritto finanziario. Ma dominavano gli economisti (avevo cominciato la carriera con un grande Maestro, Mauro Fasiani, che quasi disprezzava gli aspetti giuridici, non considerandoli una scienza) e già allora c’erano le baronie, a dirla con Guatri le «mafie» universitarie che precludevano il passo ai giuristi.
Andando avanti per la mia vita, mi avvicinai ai testi dapprima di Zappa e di Dell’Amore e poi del giovane coetaneo, Luigi Guatri, che ammiravo per la profondità e la chiarezza degli scritti, e cominciai a capire perché il capitale è al passivo del bilancio, le plusvalenze non sono nel cassetto, come sembravano ritenere molti giudici (addirittura la Cassazione per le plusvalenze). Era l’epoca in cui la frode fiscale non comportava la falsità del bilancio. Il diritto tributario non era fra le materie di insegnamento nelle università, ma neppure per i concorsi di avvocato, di giudice o di notaio. Quindi per primo ammirazione per Luigi Guatri che mi aveva aperto uno scenario indispensabile per il tributario.
Vinta la cattedra e chiamato a Genova, alcuni anni dopo, per iniziativa degli amici Mignoli e Brambilla (preside Gasparini) fui invitato ad assumere l’insegnamento di Diritto tributario nella crescente Bocconi (materia fino allora trascurata) e quindi ebbi finalmente l’occasione di incontrare di persona il Prof. Guatri e sentire il suo insegnamento dalla viva voce. Con il suo appoggio fu realizzato il Centro Ricerche Tributarie dell’Impresa che, oltre a istituire, fra i primi, un Master nella materia, sviluppò attività esterne di consulenza per governi ed enti pubblici.
E sempre nell’attività accademica, ricordo le comuni esperienze in Argentina alla UADE, indotti dal comune amico Prof. Alfredo Lisdero, uno dei fondatori di FIAT Argentina.
Nel contempo, incominciarono gli incontri professionali. Anche Guatri ritiene che in certe materie, particolarmente le nostre, vi sia una osmosi fra insegnamento e professione, purché con il necessario equilibrio. Anche in questo è di esempio il Prof. Guatri: per il tempo che ha sempre dedicato alla Bocconi e alla ricerca scientifica, creandosi un isolamento quasi coatto per lunghi periodi nella sua Casa de campo a Santo Domingo. Ogni periodo un volume, e di che livello! L’ultimo è stato quello sull’impairment, che è stato di guida e salvaguardia per la redazione dei bilanci 2008. Tutto ciò nel contempo ma con equilibrio, senza mai trascurare lo sviluppo della sua attività atletica, riducendo l’handicap golf di quattro punti! Mens sana in corpore sano!
E poi, fianco a fianco, abbiamo combattuto nei Consigli (con Guatri Presidente del Collegio sindacale) in Montedison e in Enimont. Momenti delicati e difficoltosi passammo insieme anche a Mignoli quando fummo incaricati, auspice la Banca d’Italia, di risolvere il rapporto incestuoso creato da Calvi fra Banco Ambrosiano e La Centrale. E poi potrei andare avanti, ma non sono più ricordi: è vita attuale. E così siamo assieme nel creare una rete fra i dottori commercialisti.
Insieme al Dott. Piero Gnudi e al Dott. Cesare Ferrero abbiamo promosso ACB Group SpA in sostanza una rete di oltre cinquanta studi professionali per la reciproca assistenza e per lo sviluppo professionale anche nell’interesse della categoria. E ci siamo alternati alla guida, dapprima nelle fasi più difficili, superate con la presidenza del prof. Luigi Guatri poi passata a me, sempre per il raggiungimento dello scopo prefisso.
E siamo nel futuro, ancora segreto: una ricerca bocconiana (Progetto valore QW) su quelli che consideriamo gli errori nelle valutazioni aziendali, così frequenti nella prassi e nella giurisprudenza; e ancora una volta Luigi Guatri è di guida, e il legame è sempre più stretto.
Sempre con lo stesso entusiasmo giovanile nell’appoggiare le nuove iniziative, come nel dar vita alla rivista Strumenti finanziari e fiscalità. E anche nelle piccole cose, impegno, equilibrio, saggezza del grande maestro.
E se poi dovessi aprire lo sguardo nei rapporti personali, privati (anche qui non c’è mai stato uno screzio, un dissenso) andremmo avanti nella nottata. All’ammirazione, risalente a mezzo secolo – lo dico con orgoglio – si è aggiunta una affettuosa amicizia.