Il mondo di Guatri
2026/19
Piergaetano Marchetti
Gli Incontri e gli episodi di una ormai lunga consuetudine con il Prof. Guatri sono molti. Eppure, ogni volta scatta in me un identico ricordo. Il ricordo di mamma e papà che mi ripetevano, essendo io timido, tutt’affatto che estroverso: «pensare prima di parlare».
Per me, Luigi Guatri sin dal primo incontro ha rappresentato il prototipo di chi segue scrupolosamente quel sacrosanto insegnamento.
Mi presentai, giovane assistente, al Prof. Guatri e ben presto la bocca mi divenne secca. Ascoltava e mi chiedevo: pensa ad altro? Gli sono antipatico? Forse non ha alcun interesse? Silenzio e un lieve sorriso (di circostanza?, mi chiedevo). Arriva presto il momento del commiato, ed ecco con voce pacata un paio di domande nel merito di quel che avevo raccontato: ma lei cosa ne dice del problema...
Mi scuoto: altro che disattenzione! Sono di fronte a uno che sa ascoltare, che va subito al sodo, ma diffida delle parole inutili.
Il tavolo del Collegio sindacale, in Consigli di amministrazione o in Assemblee: dallo scranno silenzioso di notaio, scruto il Prof. Guatri. Gli interrogativi di quel primo giorno ritornano: pensa ad altro? E poi... un interpello al Professore da parte di qualcuno e una battuta breve, secca, puntuale, mai urlata. Così è, andiamo avanti... non perdiamo tempo.
Sala riunioni. Si deve mettere a punto una fusione. Nugoli di brillanti uomini delle varie banche d’affari. Una parola in italiano e nove in inglese. Ma cosa vale questa società? Parole, parole.
E poi arriva la perizia, a firma Luigi Guatri. Finalmente si tace. Non occorrono più molte parole...
Davvero, pensare prima di parlare. Spesso il silenzio è proprio oro.