Il mondo di Guatri
2026/19
Bruno Pavesi
Nella mia vita sono stati quattro gli incontri con il Prof. Guatri che hanno segnato i nostri rapporti. Il primo, come studente del suo corso sulle imprese commerciali nei lontani anni Sessanta. L’esame andò molto bene e da quel momento in poi il Professore rimase un punto di riferimento non solo nella mia formazione culturale, ma anche nella mia attività professionale.
Infatti, nel 1985 ero da poco stato nominato Amministratore delegato della Honeywell Information Systems Italia e si poneva il tema di rinnovare il Collegio sindacale. Mi fu chiesto di indicare all’azionista il nome del Presidente del Collegio, e io non ebbi alcun dubbio nel fare quello del Prof. Guatri. Ero certo che quella fosse la scelta giusta. Gli azionisti americani ne furono entusiasti e da allora, per circa 20 anni, il Professore è stato Presidente del Collegio sindacale in tutte le aziende multinazionali dell’informatica di cui ero Amministratore delegato.
In tutti quegli anni, sia nelle situazioni di ordinaria che di straordinaria amministrazione – e ve ne furono alcune veramente impegnative – il Professore guidò il Consiglio con grande maestrìa, destreggiandosi tra le complicazioni delle leggi italiane, sempre piuttosto oscure agli azionisti internazionali, che negli anni si avvicendarono.
Nel frattempo, gli azionisti di riferimento che all’inizio erano solo americani diventarono prima americani e giapponesi, poi addirittura francesi, americani e giapponesi insieme, per poi diventare solo francesi; in ogni caso, la comprensione delle normative italiane non era certamente migliorata. Ma il Professore riusciva lo stesso, quasi miracolosamente, a mettere tutti d’accordo anche sulla legislazione fiscale italiana.
Alcuni anni dopo, era l’inizio degli anni 2000, fu il Prof. Guatri che mi chiamò.
Aveva «inventato» l’Associazione A, B, C (Accademia, Business, Consulting) che si poneva l’obiettivo di far sedere allo stesso tavolo rappresentanti dei tre mondi per approfondire temi di comune interesse e fare proposte operative da indirizzare anche agli organi di governo, oltre che dare luogo a pubblicazioni accademiche e manageriali. Per l’Accademia vi erano il Professor Guatri come Presidente, il Prof. Vaccà alla Vicepresidenza, e Bini, Varaldo, Sicca, più altri docenti Bocconi e di altre università. Tra i rappresentanti del mondo del business ricordo Franco Tatò e altri colleghi, e per la consulenza vi partecipavano esponenti di rilievo di alcune delle principali società di settore. Ci si riuniva nello studio del Professore in Via Massena e ricordo che dopo qualche ora il fumo rendeva la vista difficile e le idee confuse, ma caffè e acqua minerale non mancavano e alla fine il Professore ci costringeva a convergere su una «proposta condivisa».
Da ultimo: indimenticabile fu l’incontro in cui il Prof. Monti e il Prof. Guatri mi offrirono il ruolo di Consigliere delegato dell’Università Bocconi. Un’offerta che «non si poteva rifiutare»... infatti non mi diedero neppure il tempo di riflettere, ma non ce n’era davvero bisogno! Da allora il Prof. Guatri è stato prodigo di consigli e suggerimenti e anche di qualche tirata d’orecchie che, a posteriori, posso giudicare salutare ed educativa.
Da moltissimi anni il Professore e io condividiamo una passione sportiva (a livello amatoriale s’intende) che è quella per il golf. Ne abbiamo parlato spesso assieme ripromettendoci di incrociare i ferri e i legni in una prossima occasione.
In realtà, per ragioni varie, non siamo ancora riusciti a organizzare questo lungamente atteso incontro/confronto.
Passando il tempo è molto probabile che la qualità del nostro gioco non sia più quello all’apice della forma. Quindi, per evitare reciproche delusioni, forse è meglio rinviare il confronto sine die, con tacito accordo.
Al contrario, un incontro programmato e mai cancellato, a cui partecipo sempre con grande gioia, è quello che avviene ogni cinque anni in settembre, in occasione del compleanno del Professore, quando i suoi familiari organizzano una grande festa a cui partecipano numerosi parenti e amici. Ho avuto il piacere di essere presente alle ultime quattro celebrazioni e mi auguro di poter partecipare a molte altre in futuro.