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Il mondo di Guatri

2026/19

Gianmario Verona

Quando nell’ormai lontano 1990 mi accingevo a intraprendere il terzo anno del corso di laurea in Economia e Commercio della nostra Università, mi imbattei nel testo Il Marketing del Professor Luigi Guatri. Ovviamente avevo già sentito parlare del Professore. Era stato fino a poco tempo prima Rettore e contemporaneamente Consigliere Delegato della nostra Università, ma sino ad allora ignoravo i suoi interessi scientifici.

Il libro era scritto con il docente che, scoprii nel tempo, era uno dei suoi più cari allievi, il professor Salvio Vicari, cui poco dopo mi capitò di seguire le orme, visto che diventai, prima, suo assistente e, poi, sotto suo consiglio e sotto la sua direzione, decisi di avviarmi alla carriera accademica aderendo al primo PhD in Business Administration & Management della nostra Università. Per questo motivo, il Presidente Monti, il giorno della mia nomina a Rettore, con il suo impareggiabile spirito di osservazione e la sua ancor più impareggiabile capacità di sintesi, mi ha identificato come “nipote accademico” del Professor Guatri. Ma, tornando al testo Il Marketing, la cosa che mi lasciò letteralmente folgorato era la chiarezza e la semplicità con cui era scritto e, allo stesso tempo, la sua completezza. Queste tre caratteristiche erano assai rare nei manuali accademici del tempo. Da curioso che ero, presto scoprii che il libro era in realtà alla terza edizione, e che la prima edizione, datata 1974, era stata scritta dal solo Professore. Rimasi non solo sorpreso, quando scoprii che avevamo un interesse condiviso e che lui lo aveva coltivato ben tre lustri prima, ma, ancor di più, impressionato nel constatare che fosse riuscito ad anticipare i cosiddetti tempi del mercato: era cioè riuscito a comprendere e divulgare il Marketing già negli anni Settanta. Un qualcosa di quantomeno pionieristico: furono difatti soprattutto gli anni Ottanta a celebrare la disciplina sia nella dimensione pubblicitario-comunicativa sia in quella strategica. Alla fine, il Marketing era stato divulgato in Italia dal Professore.

Mentre da studente del terzo anno mi chiedevo in quale classe il Professore insegnasse per andare, magari, a sentire una sua lezione – ero infatti capitato nella classe di un altro suo allievo, il professor Stefano Podestà – scoprii che, in realtà, lui non insegnava più Marketing. Sarebbe (forse) stato mio professore l’anno successivo nel corso fondamentale del quarto anno di Economia delle Aziende Industriali – materia ben più complessa del Marketing in quanto tesa a coprire le tecniche che oggi verrebbero chiamate di Strategia e di Operations – che cercavano di includere in un disegno integrato le funzioni che vanno dalla R&D alle Vendite, passando attraverso la Produzione.

In realtà era dei primi anni Ottanta la nascita di Finanza Marketing e Produzione, rivista da lui voluta e curata, legata al settore disciplinare di sua competenza ma anticipatrice di una nuova attenzione al funzionamento dell’azienda industriale nella sua interezza, proiettata verso una visione completa dell’azienda e delle interdipendenze dei suoi vari settori, che troverà compimento nel Trattato di economia delle aziende industriali. Da appassionato di Strategia e di Marketing, mi sorprese non poco questa estensione dei suoi interessi, che facevo fatica a comprendere completamente, vista la distanza delle tematiche.

Quando, l’anno successivo, constatai che in effetti era ancora professore attivo della materia, andai a seguire le sue lezioni.

Non mi dilungo ulteriormente, se non per ribadire la chiarezza e originalità del Trattato da lui curato nonché la passione che trasferiva nelle sue dissertazioni in aula. Osservo solo che allora, e cioè nel 1991, seppur intento ad andare ben oltre il Marketing e spiegare il funzionamento dell’azienda industriale nella sua integrità, mi pareva quasi ossessionato da tematiche legate alla Finanza Aziendale. Salvo poi, negli anni, rendermi conto che la parte economico-finanziaria sarebbe diventata la dimensione dominante nella comprensione del funzionamento delle aziende.

Ancora una volta, il Professore aveva anticipato i tempi del mercato manageriale.

La mia strada accademica non si intrecciò con quella del Professore, ma ho continuato a leggere le sue numerose opere, stupito e ammirato nel vedere la continuità e la frequenza con cui venivano pubblicate anche negli anni Novanta e per tutta la prima parte del nuovo millennio. Constatai che il suo interesse si era progressivamente focalizzato sulla Valutazione Aziendale, e un po’ mi dispiaceva vedere che non trattava più le tematiche che mi appassionavano, certo che ne avrebbe colto dimensioni innovative. Il tempo mi portò a capire che il suo interesse era andato a cogliere un tema che nel nuovo millennio sarebbe diventato dominante: la produzione e la misurazione del valore aziendale. Oggi l’Economia e Gestione delle Imprese richiedono, infatti, anzitutto una conoscenza tecnica della Finanza e della Valutazione, che sono divenute discipline dominanti dal punto di vista concettuale del pensiero manageriale.

Incredibile osservare come il Professore abbia anticipato nei suoi scritti le tendenze manageriali di almeno un lustro, se non una decade. Incredibile constatare il suo eclettismo e la sua competenza interdisciplinare. Una figura altamente innovativa, davvero rara nel panorama accademico non solo nazionale, ma anche internazionale.