Il mondo di Guatri
2026/14
Il pluralismo culturale della Bocconi
Roberto Artoni
Si laurea in Economia e Commercio all’Università Bocconi nel 1966, dove tornerà come professore ordinario di Scienza delle finanze, nonché Direttore dell’Istituto di Economia politica, del Dipartimento di analisi istituzionale e management pubblico e, oggi, professore emerito. Tra i numerosi incarichi ricoperti, partecipa a un gruppo di lavoro alla Camera dei Deputati per la redazione di un Rapporto sull’indebitamento pubblico in Italia (1984), è Presidente dell’Istituto per la Ricerca Sociale (1989-92) nonché consigliere della Fondazione Teatro alla Scala (2000-03).
I miei incontri con il Prof. Guatri sono stati saltuari, ma non per questo meno significativi. II nostro primo incontro risale al settembre 1988, subito dopo la mia chiamata in Bocconi. Accompagnato dal Prof. Monti, mi presentai al Consigliere delegato dell’Università con l’umana aspirazione da parte mia di suscitare un’impressione perlomeno non negativa. Non posso dire che l’incontro fu un successo, in quanto caratterizzato da una estrema laconicità da parte del Prof. Guatri. Allora non sapevo se attribuire la parsimonia di parole spese nell’incontro al carattere del Professore, o a una sostanziale freddezza nei miei confronti. Per attenuare le mie responsabilità, credo di poter affermare sulla base delle successive esperienze che il Professore non è propenso a inutili divagazioni, sia orali che scritte.
Il secondo incontro risale al 1993, quando ero commissario della Consob, per una vicenda in cui il Professore era coinvolto professionalmente. Anche se il problema era circoscritto, ebbi modo di apprezzare la sensibilità istituzionale del Professore, in un mondo tendenzialmente non sempre limpido.
I due successivi decenni furono, per quanto mi riguarda, essenzialmente dedicati all’attività accademica sui binari ben regolati dell’Università. I contatti espliciti con il Prof. Guatri furono limitati, anche se ho sempre avuto l’impressione che la valutazione problematica del mio colloquio originario fosse in buona misura infondata.
Contatti espliciti si ebbero tuttavia nel 2012 quando fui invitato a contribuire a un volume collettivo sulle prospettive, alla luce della più recente evoluzione, dell’economia italiana. Ho fornito il mio contributo che spero sia stato apprezzato.
Gli ultimi due ricordi hanno una natura più specifica. In occasione dell’incontro per gli 85 anni del Prof. Guatri ho potuto cogliere la dimensione famigliare della sua vita, necessario complemento ai successi accademici e professionali.
Infine, colgo qui l’occasione per ringraziarlo (scusandomi per il ritardo) per la sua presenza alla presentazione del volume che i miei amici e collaboratori hanno preparato in occasione del mio collocamento a riposo (dopo 24 anni d’insegnamento in Bocconi). Il Prof. Guatri ha avuto la pazienza di assistere all’intero svolgimento dei lavori, che hanno toccato temi oggettivamente non emozionanti.
In conclusione, è ovvio osservare che il contributo del Prof. Guatri al successo della Bocconi negli ultimi decenni è stato essenziale. In una valutazione certamente soggettiva due punti devono esser sottolineati, a mio giudizio riconducibili anche alla figura accademica del Prof. Guatri. L’atmosfera di pluralismo culturale che ha accompagnato la crescita della Bocconi e che dovrà essere sempre garantita; la responsabilità che la ricerca accademica, nelle sue articolazioni disciplinari, ha avuto e dovrà avere in futuro per consentire un compiuto sviluppo del nostro Paese nelle sue fondamentali dimensioni sociali e economiche.