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Il mondo di Guatri

2026/14

Indice

Il mondo di Guatri - 2026/14

Le «dimensioni» del Professor Guatri

Gavino Manca

Si è laureato nel 1957 alla Bocconi, dove è stato assistente presso l’Istituto di Economia. Sempre nel 1957 è entrato nel Gruppo Pirelli dove ha svolto una lunga carriera fino a diventare Direttore generale affari economici di Pirelli & C. Attualmente presiede l’Organismo di Vigilanza dell’Università Bocconi ed è Vicepresidente dell’Istituto Javotte Bocconi Manca di Villahermosa / Associazione Amici della Bocconi.

Ricordo tre momenti nei quali i nostri destini – di Luigi Guatri e mio – si sono incrociati, per me particolarmente significativi per cogliere le «dimensioni», culturale e umana, de «il Professore».

Il primo risale alla fine degli anni Cinquanta, naturalmente del secolo scorso: fresco di laurea (in Bocconi) ero stato da poco assunto alla Pirelli, con il compito di mettere in piedi un Centro Studi Economici; in realtà facevo un po’ di tutto, per cui non mi sorprese, un giorno, la richiesta di Alberto Pirelli di mettermi stabilmente a disposizione del Professor Guatri, Presidente del Collegio sindacale della Società (lo sarà per oltre cinquant’anni), per dargli tutta l’assistenza possibile.

Mi sorprese, invece, la tipologia delle «curiosità» di Guatri che riguardavano non solo, e non tanto, le tecnicalità amministrative e contabili del controllo di gestione, quanto le politiche industriali e le strategie dell’azienda; e quando questo termine – strategie – era ancora ben lontano dall’essere divenuto di moda. Guatri anticipava così, e di molti anni, i modelli più avanzati di auditing della new economy.

Il secondo momento di incrocio, qualche decennio dopo, è legato a una vicenda particolare: la crisi, soprattutto finanziaria, dell’ISPI, l’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale fondato da Alberto Pirelli, con una grande storia e una sede splendida a Palazzo Clerici, in pieno centro di Milano, allietata dagli affreschi del Tiepolo. Si doveva «salvare» l’ISPI, e mi trovai subito affiancato a Guatri in un compito difficile: la valutazione dell’entità della crisi e la ricerca di una soluzione davvero «strategica».

Qui emerse la dimensione direi «imprenditoriale» del Professore, con il progetto, poi felicemente realizzato, di costituire una joint venture ISPI/Bocconi per rilanciare l’Istituto come motore di ricerca e soprattutto come strumento per formare una classe dirigente colta, competente, moderna. Tutto questo in stretta sinergia con una Università aperta alle sfide del cambiamento.

Il terzo momento, che dura ormai da un decennio, è quello conseguente alla mia nomina nel Consiglio di amministrazione dell’Istituto Javotte Bocconi, la Fondazione, la «mamma» dell’Ateneo di via Sarfatti – sostegno finanziario, ma ancor più punto di riferimento e guida ideologica e operativa dell’Università stessa – della quale Luigi Guatri è «da sempre» il Presidente. Guatri mi ha dato molte cose da fare in questi anni, come seguire da vicino la costruzione, dal prato, di un grande fabbricato residenziale per gli studenti; ma vorrei accennare anche a un’altra iniziativa nata da una mia proposta, quella di ricordare «I Maestri della Bocconi», le persone che, con la loro intelligenza e il loro cuore, hanno saputo animare – proprio nel senso di dare un’anima – una delle istituzioni più vitali di qualsiasi società: una scuola.

È nata così una bella collana editoriale, collegata a Seminari di studio, che ha presentato persone e opere che costituiscono il vero e grande patrimonio culturale della Bocconi. Di questo Luigi Guatri si è fatto padre e padrino, convinto anche lui, come il regista Ingmar Bergman, ne Il posto delle fragole, che l’anima di una istituzione, come quella di un luogo, sopravvive nella memoria individuale e collettiva.