Vai al contenuto principale Vai in fondo alla pagina

Il mondo di Guatri

2026/14

Indice

Il mondo di Guatri - 2026/14

Concentrarsi sull’essenziale dei problemi

Mario Massari

Laureato nel 1974 in Economia Aziendale alla Bocconi, vi diventa professore ordinario di Finanza aziendale e, successivamente, Direttore dell’Istituto di Amministrazione, Finanza e Controllo dal 2003 al 2007 e Direttore del Dipartimento di Finanza dal 2010 al 2013. è Vicedirettore della rivista La valutazione delle aziende e membro del Consiglio di gestione dell’Organismo Italiano di Valutazione.

Conosco Luigi Guatri fin dall’inizio della mia carriera universitaria. Nei primi anni i nostri rapporti hanno riguardato esclusivamente la ricerca, in particolare sulle politiche finanziarie aziendali e sulla valutazione delle imprese. Quegli anni furono molto fecondi e gettarono le basi di quella che oggi chiamiamo «Scuola Bocconiana del Valore».

In seguito, il Professor Guatri mi dette fiducia anche sul piano professionale (all’epoca condividevo la responsabilità dell’Ufficio Studi della Borsa di Milano) e mi volle al suo fianco in alcuni importanti incarichi, che hanno lasciato un’impronta indelebile nella mia formazione.

La dote straordinaria del Professor Guatri è quella di affiancare alle competenze tecniche la capacità di concentrarsi solo sull’aspetto essenziale dei problemi, spesso di elevata complessità, che gli vengono sottoposti e di affrontarli in modo razionale, ma anche ancorato al buon senso e al fattore, per così dire, «umano». Questa dote distintiva è accompagnata dalla capacità di esprimere i propri pensieri in modo comprensibile anche per i non specialisti. Più volte Luigi Guatri mi ha ripetuto che chi non riesce a esprimersi in modo lineare e con semplicità, spesso lo fa perché non ha capito fino in fondo ciò di cui sta parlando. Un’altra sua caratteristica, che mi ha sempre colpito, è la cautela nell’esprimere opinioni o giudizi su problemi che esulano dal proprio campo di specializzazione, fino al punto di evitare, se non nei casi di stretta necessità, anche l’uso dei termini tecnici di altre discipline. Io penso che questa caratteristica accomuni i grandi studiosi e i grandi professionisti in tutti i campi, e costituisca un indice rivelatore della personalità. Per esempio, raramente ho sentito parlare Luigi Guatri di politica. Tuttavia ricordo che, in un’occasione formale alla Bocconi, gli venne chiesto un giudizio sul quadro politico italiano (eravamo ai tempi degli esordi della Lega). Il Professor Guatri presentò il quadro della situazione con la sua abituale lucidità, ma anche con conoscenze (per me) inaspettate dei risvolti più minuti e delle vicende dei singoli partiti.

I suoi acuti giudizi su innumerevoli vicende (dalle più insignificanti alle più serie), che in genere esprimeva quando andavo a parlargli di questioni accademiche o professionali – ma talvolta anche personali – nel suo studio di via Massena a Milano, mi hanno permesso di capire meglio anche il profilo umano del Professor Guatri, che per molti aspetti ricalca le sue caratteristiche di studioso: lucidità di visione, accompagnata da una (benevola) consapevolezza delle ragioni, spesso opportunistiche, che determinano i comportamenti degli individui.

Da ciò derivava anche la sua capacità di giudicare le persone in modo risoluto ma «leggero», e di trattare con naturalezza situazioni che molti considerano complesse e non facili da gestire. Cito un esempio su tutti. Agli albori della mia carriera professionale sedevo nel Consiglio di amministrazione di un gruppo italiano di una certa importanza, che per varie ragioni mi creava inquietudine. Chiesi un’opinione a Guatri, il quale non si dilungò (come avrebbero fatto altri) in analisi che non mi avrebbero aiutato veramente a decidere. Mi disse semplicemente che nella professione conta molto anche la fortuna; e dal momento che ero molto giovane mi raccomandò di non rischiare. Nel giro di qualche settimana abbandonai l’incarico (non dico cosa avrei fatto con il senno di poi).

Per tutti questi connotati del suo carattere posso dire (con altrettanta semplicità) che mi sono sempre trovato a mio agio con Luigi Guatri e che negli anni il profondo rispetto che nutrivo nei suoi confronti, come tutti i suoi allievi e i giovani studiosi, si è trasformato in affetto sincero e in condivisione delle molte soddisfazioni – ma anche delle inevitabili amarezze – che accompagnano la vita.