Il mondo di Guatri
2026/14
Ascoltammo un concertino di Enzo Jannacci...
Giordano Caprara
Laureato in Bocconi nel 1946, è stato professore ordinario di Tecnica industriale e commerciale all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano dagli anni Sessanta agli anni Novanta. è professore emerito.
Lo incontrai la prima volta (nel 1953) quand’ero trentenne, giovane amministratore di una società di import-export, e lui ventiseienne, assistente all’Università Bocconi, molto apprezzato da Gino Zappa e da Ugo Caprara. Un incontro che si concluse con una cortese offerta di collaborazione: forse un particolare aspetto nell’ambito di una sua perizia.
Cominciammo a frequentarci, anche se io non avevo ancora ripreso la ricerca in modo sistematico. Un carattere gentile, affabile, ma nel contempo severo. Ricordo che pochi anni dopo, tornando in treno da Bardonecchia dove eravamo andati a sciare per qualche giorno, gli descrissi le linee della mia prima pubblicazione, ancora in bozza. E su di un paio di punti espresse garbate critiche.
A casa, mi affrettai a rivedere e limare i concetti, convenendo su tale necessità. Del resto lui aveva già raggiunto la soglia della cattedra universitaria, realizzando ciò che Gino Zappa aveva già previsto in sede di discussione della tesi.
Da parte mia, tornando definitivamente alla ricerca e alla professione, ebbi modo di svolgere buona parte della mia attività nello studio del Dott. Luigi Antonelli, ove anche Gigi (come io lo chiamo) collaborava. Ricordo ancora, nel cortile di Via dei Bossi 4 a Milano, parcheggiata la Fiat 1.100 bicolore di Gigi e lì accanto, sorridente, l’allora fidanzata Lina. A metà degli anni Cinquanta, ad Arenzano, nacque Fiorella, la prima dei suoi figli. Nel 1963 arrivai anch’io (con comodo) alla libera docenza: una bella fotografia, che abbiamo entrambi, ci ritrae alla Bocconi con Ugo Caprara (69 anni) e, alle spalle, il Dott. Gerolamo Palazzina, storico Segretario dell’Ateneo milanese.
Passano gli anni, e Gigi procede, ad alto livello, nella professione, nella ricerca e nella didattica. D’estate, quando le nostre famiglie erano già in vacanza, andavamo insieme qualche volta a cena e una sera, ricordo, nel Parco del Castello Sforzesco, ascoltammo un concertino di Enzo Jannacci.
Finalmente, agli inizi del 1964, riunimmo i nostri studi in Via Andrea Massena 12/7 con il fratello di Luigi, Giuseppe Guatri, e, via via, con alcuni dei loro figli che avevano seguito la professione. Condividemmo alcune valutazioni di impresa, anche di notevoli dimensioni, a volte con qualche suggerimento di Ugo Caprara. Ci scambiammo incarichi professionali di rilievo e quando io fui «collocato a riposo» per limiti d’età, Gigi chiese che fossi nominato Presidente del Collegio dei Revisori della Bocconi, dell’Associazione Amici Bocconi e della Fundraising dove tutt’ora rimango.
Anche Gigi, collocato a riposo, mantiene ancora qualche carica, in una banca, in una società finanziaria con me e il fratello Giuseppe, e alla Bocconi, insieme a Mario Monti. In questi ultimi anni, dalla ricerca scientifica (non del tutto lasciata) è passato alla raccolta di scritti, tra i quali, bellissimi, Li ho visti così. E ora, anche se un po’ affaticato, continua a seguire tutto con occhio attento e vigile.
Il 20 luglio del corrente anno, il Corriere Economia ha pubblicato il «Varo dei Princìpi italiani di valutazione» che entreranno in vigore il prossimo gennaio 2016. L’Organismo Italiano di Valutazione, di cui Gigi è Presidente, ha varato «quella via per uscire dalla giungla della finanza e distinguere il valore dal prezzo». Grazie, Gigi, il tuo (più) vecchio Giordano ti abbraccia con affetto e riconoscenza.