Il mondo di Guatri
2026/14
«Sempre riconoscente»
Salvatore Grillo
Studente lavoratore, si laurea in Bocconi nel 1968. Storico dirigente dell’Università Bocconi, è attualmente Direttore dell’ISU Bocconi – Istituto per il diritto allo Studio Universitario. è inoltre Presidente degli «Amici di Don Della Torre» e della «Fondazione Antonio e Giannina Grillo».
Sempre riconoscente, così concludo ogni anno gli auguri al Professor Luigi Guatri in occasione del suo compleanno, il 19 settembre. E proprio quest’anno, in occasione del suo 88° compleanno, il Professore mi ha ricordato pubblicamente una frase che mi dice sovente quando ci incontriamo: «Grillo, mai mollare. Noi due dobbiamo morire in Bocconi». Per me, il periodo più bello trascorso alla Bocconi è stato quello in cui il Prof. Guatri era Rettore, Consigliere delegato e Presidente dell’ISU Bocconi. Gli devo molta riconoscenza non solo perché con lui ho fatto la tesi di laurea, e perché mi ha accettato come suo assistente (sebbene provenissi da una famiglia semplice e modesta), ma soprattutto per la stima e la fiducia che mi ha sempre dimostrato in omaggio all’amore che ho sempre portato per gli studenti. Come assistente del Prof. Guatri, esaminavo gli studenti in Tecnica Commerciale e talvolta mi capitava persino di bocciarne qualcuno. È proprio durante il suo Rettorato che sono iniziate le prime attività culturali in Bocconi. Ricordo in particolare, nel 1985, la prima Stagione Musicale con il Dottor Roberto Furcht, che proprio quest’anno ha celebrato i trent’anni di musica in Bocconi, con un concerto straordinario dedicato a George Gershwin. Da molti anni la famiglia Franceschi organizza in Bocconi una serata in ricordo del figlio Roberto, morto nel 1973 nel corso di uno scontro tra polizia e studenti davanti alla Bocconi; dal 1984, con il parere favorevole del Rettore Guatri, la serata viene organizzata in collaborazione con l’ISU Bocconi.
E ancora: durante il Rettorato del Professor Guatri abbiamo organizzato con grande successo la Mostra dei lavori dei detenuti del Carcere di San Vittore, che è stata visitata da centinaia di persone, tra le quali il Direttore Generale delle carceri italiane, Nicolò Amato.
Da non dimenticare una delle ultime contestazioni degli studenti contro il progetto delle Autorità Accademiche di voler ristrutturare il DES, Corso di Laurea in Discipline Economiche e Sociali, riducendone la durata da 5 a 4 anni. Un gruppo di docenti formato dai professori Monti, Guatri, Coda, Dematté, Predetti, Ruozi, Vaccà e dal dottor Resti, allora Direttore amministrativo dell’Università, che stava già lavorando sul progetto «Bocconi 2000», decise di presentare un documento agli studenti sul DES. Il Professor Guatri mi chiamò davanti a tutti i docenti e mi disse: «Grillo, legga questo testo e faccia le correzioni che ritiene opportune». Non credo che l’idea di coinvolgermi abbia fatto piacere agli altri professori. Ma io non solo ho apportato alcune correzioni al loro testo ma addirittura ho chiesto di concordare quel documento con Stefano Fassina, cioè con lo studente leader della contestazione alla riforma del DES. Risultato: tutto è filato liscio. Prima dell’inaugurazione del Ristorante Bocconi, nel gennaio 1985 (il bar era stato inaugurato nel 1984), in un incontro il Prof. Guatri mi disse: «Allora, Grillo, adesso inauguriamo il Ristorante che sarà riservato ai soli docenti». «Ma lei scherza?» gli risposi, in qualità di ex-cameriere. «Crede di tenere in piedi un ristorante riservato ai soli docenti? Impossibile: dev’essere aperto a tutti». Devo essere stato convincente, perché il ristorante funziona benissimo da oltre trent’anni.
A un certo punto la Bocconi decise di acquistare il vecchio Collegio Tuminelli di Via Siracusa 5/7 per farne un residence a 4 stelle. Concluso il rogito dal notaio, il Professor Guatri convocò il dottor Resti, il dottor Dubini e il sottoscritto, e ci disse: «Dunque, adesso dobbiamo nominare l’Amministratore unico della Società che gestirà il Residence Bocconi, e che sarà lei, dottor Dubini». «Eh no, caro Professor Guatri», gli replicai.
«Ho fatto tutto io e adesso viene nominato il dottor Dubini come Amministratore Unico della Baim? Eh no, l’Amministratore Unico sono io.» «Ah, scusi Grillo, allora nominiamo Lei», replicò Guatri con grande sollievo del dottor Dubini, che non era assolutamente interessato a quell’incarico.
Un giorno il Professor Guatri mi chiamò e mi disse: «Senta Grillo, sono venuti da me il Professor Vaccà e il Professor Filippini segnalandomi la loro preoccupazione per la sua idea di aumentare i criteri di merito per usufruire della borsa di studio. Gli studenti potrebbero reagire con proteste...». «Caro Professore non si preoccupi, non ci saranno contestazioni.» Dopo alcuni mesi il Professor Guatri mi ricorda il problema del merito, sul quale non ha ricevuto lamentele da parte degli studenti. Al che gli rispondo: «Professore, ma lei crede che prima di fare una proposta non mi consulto con gli studenti, con i quali vivo tutto il giorno?».
Ricordo ancora lo sgomento del Professor Guatri quando arrestarono il Professor Giordano Dell’Amore[19], ma anche la sua meraviglia per le informazioni che potevo dargli attraverso le notizie che avevo da Don Luigi Melesi, cappellano per oltre trent’anni del carcere di San Vittore. Infatti molti credevano che il Professor Dell’Amore fosse stato ricoverato in infermeria per via dell’età e della salute malferma; invece no, era in cella con un ladro e un ricettatore che gli portavano grande rispetto, preparandogli ogni giorno il riso bollito e una mela sbucciata. Il Prof. Dell’Amore ricorderà poi l’esperienza del carcere come un’esperienza umana tra le più importanti della sua vita. Attraverso Don Melesi riuscivamo a fargli avere anche le medicine, evitando così lunghe procedure burocratiche.
Era difficile far arrabbiare il Prof. Guatri; ricordo solo una volta in cui mi rispose bruscamente con un secco «no», perché era preoccupato per le conseguenze che avrebbe potuto avere un incontro politico in Bocconi organizzato dagli studenti. Riuscii comunque a convincerlo, assicurando la presenza di tutte le forze politiche al tavolo dei relatori, ad affidare la presidenza dell’incontro al Prof. Sergio Vaccà che diresse il dibattito con grande maestria e senza incidenti di sorta.
Ma il Professor Guatri non lo incontravo solo in Bocconi: aveva lo studio in via Massena, vicino alla sede milanese della RAI e a poca distanza dal Ristorante Giannina (di mia madre) dove spesso veniva a pranzo. Il suo menù era sempre leggero: bresaola, sogliola dell’Adriatico o pesce San Pietro, il tutto innaffiato con una goccia di vino della Cantina Sociale Soave di Verona. Credo che il Professore abbia ancora oggi nostalgia del pesce della «Giannina», che arrivava ancora vivo ogni giorno dall’Adriatico... Ogni tanto, la domenica sera veniva a cena con tutta la sua famiglia e quella di suo fratello Giuseppe. Tenevamo una saletta a loro disposizione, dove anche i bambini potevano muoversi a piacimento.
Un giorno, uscendo dal suo studio in Bocconi, il Professore mi trova seduto con sua moglie su una panca, mentre stavamo parlando, mi guarda e con simpatia mi dice «Grillo, cosa fa qui?». Rispondo: «Ma non sa che io sono il confessore di sua moglie?».
Al Prof. Guatri devo una riconoscenza eterna, e lo ribadisco. Provengo da una famiglia di umili origini. Mia nonna non sapeva né leggere né scrivere; i miei genitori avevano fatto solo la quinta elementare, io da ragazzo facevo il cameriere. Ho frequentato il corso serale di ragioneria al Liceo Classico Parini, poi la Bocconi lavorando sette giorni su sette, dalla mattina fino a mezzanotte... e quel grande professore non solo ha accettato che preparassi con lui la mia tesi, ma poi mi ha addirittura accolto come suo assistente. Ecco perché ripeto sempre che gli anni più belli della mia vita li ho passati in Bocconi, ma i più belli in assoluto sono stati quelli in cui il Professor Guatri era Rettore, Consigliere delegato, Presidente dell’ISU. Lavorare al suo fianco è stata un’esperienza straordinaria. Era velocissimo; non si perdeva mai in chiacchere, e andava sempre dritto al punto: Consigli di amministrazione con 15 punti all’ordine del giorno venivano risolti in venti minuti. Se mi arrabbiavo durante una discussione, il Professor Guatri cercava di tranquillizzarmi toccandomi una gamba sotto il tavolo.
Il Professor Guatri, anche dopo aver lasciato il Rettorato, su mia richiesta ha continuato a presiedere l’ISU Bocconi, trasmettendomi un principio per me diventato sacro e che io cerco di trasmettere agli studenti della nostra Università: «Grillo, mi raccomando, massimo rispetto per i soldi pubblici».
Ricordo infine che quando mi fu consegnato un Attestato di Benemerenza dalla Provincia di Milano, con una cerimonia al Teatro Dal Verme, ho ritenuto opportuno dedicare tale riconoscimento al Professor Guatri davanti a centinaia di persone.
Ho cominciato con la parola «riconoscenza» e concludo con la parola «riconoscenza». Credo che uno dei dispiaceri del Professore sia proprio la mancanza di riconoscenza da parte di molte persone che ha aiutato e aiuta. A tutte queste persone faccio un augurio e un invito, fatevi vivi e il Professore sarà felice. Grazie.
Rettore della Bocconi dal 1967 al 1973, negli anni più travagliati della contestazione studentesca, Dell’Amore fu anche Presidente della Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde (Cariplo) per 26 anni e Consigliere dell’ICCRI (l’Istituto di Credito delle Casse di Risparmio Italiane) con sede a Roma. Il 5 marzo 1980 la Procura di Roma, che indagava su un caso di sospetta corruzione, emanò un mandato di arresto per tutti i componenti del Consiglio dell’ICCRI. [ndr]