Il mondo di Guatri
2026/14
Gli incontri con Luigi Guatri
Victor Uckmar
Laureato nel 1947 all’Università di Genova, è stato professore ordinario di Diritto tributario nella stessa università, di cui oggi è professore emerito. Alla Bocconi ha creato il CERTI (Centro di Ricerche Tributarie dell’Impresa). Ha accompagnato l’attività accademica e di ricerca con un’intensa attività professionale, ricoprendo cariche in Consigli di amministrazione e Organi di Controllo in importanti società.
L’incontro è da lontano, e il primo ricordo è la mia ammirazione per il rigore scientifico e la chiarezza nella esposizione.
Laureato in legge nel 1947 a Genova, con grandi maestri quali Lucifredi, Satta, Casanova, Pugliese, Vassalli, Orestano, mi ero avvicinato, ancora studente, al Diritto tributario correggendo le bozze di mio padre (era un modo per acquisire la «paghetta»). Mentre sentivo una discreta preparazione giuridica, mi mancavano le basi di economia aziendale, persino negli aspetti più elementari di contabilità.
All’epoca, le Facoltà di Giurisprudenza e di Economia non contemplavano il Diritto tributario, salvo qualche nozione elementare (e non sempre) nei corsi di Scienza delle finanze e Diritto finanziario. Ma dominavano gli economisti (avevo cominciato la carriera con un grande Maestro, Mauro Fasiani, che quasi disprezzava gli aspetti giuridici, non considerandoli una scienza) e già allora c’erano le baronie, a dirla con Guatri le «mafie» universitarie che precludevano il passo ai giuristi.
Andando avanti per la mia vita, mi avvicinai ai testi dapprima di Zappa e di Dell’Amore e poi del giovane coetaneo, Luigi Guatri, che ammiravo per la profondità e la chiarezza degli scritti, e cominciai a capire perché il capitale è al passivo del bilancio, le plusvalenze non sono nel cassetto, come sembravano ritenere molti giudici (addirittura la Cassazione per le plusvalenze). Era l’epoca in cui la frode fiscale non comportava la falsità del bilancio. Il diritto tributario non era fra le materie di insegnamento nelle università, ma neppure per i concorsi di avvocato, di giudice o di notaio. Quindi per primo ammirazione per Luigi Guatri che mi aveva aperto uno scenario indispensabile per il tributario. Vinta la cattedra e chiamato a Genova, alcuni anni dopo, per iniziativa degli amici Mignoli e Brambilla (preside Gasparini) fui invitato ad assumere l’insegnamento di Diritto tributario nella crescente Bocconi (materia fino allora trascurata) e quindi ebbi finalmente l’occasione di incontrare di persona il Prof. Guatri e sentire il suo insegnamento dalla viva voce. Con il suo appoggio fu realizzato il Centro Ricerche Tributarie dell’Impresa che, oltre a istituire, fra i primi, un Master nella materia, sviluppò attività esterne di consulenza per governi ed enti pubblici e così:
- per la Comunità Europea sugli interventi antiriciclaggio e paradisi fiscali;
- per la Regione Sicilia, preconizzando un regime fiscale «Irlanda» (ma anche qui fu preziosa l’esperienza, con tante difficoltà d’ambiente, del Prof. Guatri con la SOFIS[29]);
- per l’Autorità Portuale di Genova per la istituzione di una Zona franca;
- per l’Unione sovietica, con la creazione dal 1987 di una scuola per manager gestita dalla Sogea di Genova, che poi indusse la Bocconi a una simile iniziativa a Pietroburgo.
E sempre nell’attività accademica, ricordo le comuni esperienze in Argentina alla UADE, indotti dal comune amico Prof. Alfredo Lisdero, uno dei fondatori di FIAT Argentina.
Nel contempo, incominciarono gli incontri professionali. Anche Guatri ritiene che in certe materie, particolarmente le nostre, vi sia una osmosi fra insegnamento e professione, purché con il necessario equilibrio. Anche in questo è di esempio il Prof. Guatri: per il tempo che ha sempre dedicato alla Bocconi e alla ricerca scientifica, creandosi un isolamento quasi coatto per lunghi periodi nella sua Casa de campo a Santo Domingo. Ogni periodo un volume, e di che livello! L’ultimo è stato quello sull’impairment, che è stato di guida e salvaguardia per la redazione dei bilanci 2008. Tutto ciò nel contempo ma con equilibrio, senza mai trascurare lo sviluppo della sua attività atletica, riducendo l’handicap golf di quattro punti! Mens sana in corpore sano!
Fondamentale per me fu il suo ruolo in qualità di Commissario giudiziario della Rizzoli per il salvataggio del Corriere della Sera. Quando si cominciò a delineare la gravità della situazione, sentii il dovere «sociale» di fare qualcosa nell’interesse del Paese. Il mio avversario era il fallimento, e per prima cosa volevo rendermi conto della situazione: dalle relazioni del Prof. Guatri risultava che nonostante il disastro per le scorribande finanziarie (ancora una volta per le incursioni dell’opaco capitalismo finanziario) vi era una sostanza ricca, da recuperare. Fu d’aiuto Sergio Cusani (che era stato l’intermediario per salvare la Bocconi dalle devastazioni della ribellione studentesca) per i contatti con alcuni dirigenti che confermavano la valutazione del Prof. Guatri, e per i contatti con i leader politici (il che in allora appariva indispensabile). Ricordo un incontro con Craxi il quale aderì al progetto di affidare il salvataggio agli imprenditori (con esclusione di De Benedetti), e furono designati come referenti Nesi e Merloni affiancati da Fabiani.
Iniziarono i contatti (ho annotato oltre 250 incontri). Ebbi l’incoraggiamento di alcuni, particolarmente da Bazoli e Guzzetti, ma il disinteresse dei grandi imprenditori. Agnelli assicurò un appoggio, ma solo quando si fosse intravista una soluzione positiva. Alcuni rifiutarono, paventando che il Corriere portasse jella! E nel contempo registrai la grande avversità de La Repubblica: attraverso Mignoli e Mario Casella fui avvertito che, se non avessi desistito, avrebbe avviato una campagna di stampa contraria al mio progetto. Non mi spaventai e riuscii comunque a creare una cordata (Biagi mi definì un buon «alpinista»!), di cui era capofila un imprenditore anconetano che purtroppo non aveva il physique du role...
E all’ultimo minuto intervenne Gemina, con l’assistenza di Guido Rossi, che avevo via via informato sul mio cammino. Così arrivammo al successo finale, senza clienti e quindi senza compensi, ma ancora una volta avendo come fondamento le rassicuranti indicazioni del Prof. Guatri.
E poi, fianco a fianco, abbiamo combattuto nei Consigli (con Guatri Presidente del Collegio sindacale) in Montedison e in Enimont. Momenti delicati e difficoltosi passammo insieme anche a Mignoli quando fummo incaricati, auspice la Banca d’Italia, di risolvere il rapporto incestuoso creato da Calvi fra Banco Ambrosiano e La Centrale. E poi potrei andare avanti, ma non sono più ricordi: è vita attuale. E così siamo assieme nel creare una rete fra i dottori commercialisti.
Insieme al Dott. Piero Gnudi e al Dott. Cesare Ferrero abbiamo promosso ACB Group SpA[30] in sostanza una rete di oltre cinquanta studi professionali per la reciproca assistenza e per lo sviluppo professionale anche nell’interesse della categoria. E ci siamo alternati alla guida, dapprima nelle fasi più difficili, superate con la presidenza del prof. Luigi Guatri poi passata a me, sempre per il raggiungimento dello scopo prefisso.
E siamo nel futuro, ancora segreto: una ricerca bocconiana (Progetto valore QW) su quelli che consideriamo gli errori nelle valutazioni aziendali, così frequenti nella prassi e nella giurisprudenza; e ancora una volta Luigi Guatri è di guida, e il legame è sempre più stretto.
Sempre con lo stesso entusiasmo giovanile nell’appoggiare le nuove iniziative, come nel dar vita alla rivista Strumenti finanziari e fiscalità[31]. E anche nelle piccole cose, impegno, equilibrio, saggezza del grande maestro.
E se poi dovessi aprire lo sguardo nei rapporti personali, privati (anche qui non c’è mai stato uno screzio, un dissenso) andremmo avanti nella nottata. All’ammirazione, risalente a mezzo secolo – lo dico con orgoglio – si è aggiunta una affettuosa amicizia.
La So.Fi.S. (Società per il finanziamento dello sviluppo in Sicilia) è stata un ente pubblico siciliano. Nata nel 1958, è storicamente la prima società finanziaria pubblica costituita in Italia. [ndr]
ACB Group, network di studi indipendenti di dottori commercialisti e avvocati presieduto dal Prof. Uckmar, che riunisce 55 studi professionali, con oltre 850 professionisti, distribuiti sul territorio italiano e presente all’estero nel Principato di Monaco e in Cina.
Strumenti finanziari e fiscalità è una rivista trimestrale diretta da Victor Uckmar e Luigi Guatri e pubblicata da Egea, che si rivolge a tutti gli operatori del settore bancario, finanziario e assicurativo, a professionisti e consulenti, ai responsabili fiscali e ai CFO di aziende, nonché alle associazioni imprenditoriali e di categoria, alla pubblica amministrazione e agli studiosi. La rivista affronta, con il contributo di specialisti del mondo accademico e professionale, le problematiche riguardanti l’applicazione delle disposizioni relative agli strumenti finanziari, con un approccio interdisciplinare: fiscale, societario, finanziario e contabile. Per ultriori informazioni, consultare il sito web http://www.sfef.it/.