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Il mondo di Guatri

2026/14

Indice

Il mondo di Guatri - 2026/14

Il Rettore Guatri e l’internazionalizzazione della Bocconi

Carlo Secchi

Laureato in Bocconi nel 1967, diventa professore di Politica economica della stessa Università di cui sarà Prorettore alle Relazioni internazionali e poi Rettore dal 2000 al 2004. Dal 2012 è professore emerito. Eletto deputato europeo alle elezioni del 1994, è stato anche Senatore della Repubblica. Ha ricoperto e ricopre cariche in Consigli di amministrazione e Organi di Controllo di primarie società industriali e finanziarie.

Luigi Guatri è stato Rettore della Bocconi dal 1984 al 1989. Pur essendo già Consigliere delegato dell’Università dal 1974, accettò anche quest’onerosa funzione dopo l’improvvisa malattia che colpì nell’estate del 1984 il precedente Rettore Innocenzo Gasparini (e che doveva causarne la prematura scomparsa il 29 gennaio 1985).

Allora ero un giovane docente, da poco (fine 1983) chiamato come ordinario in Bocconi, e ho avuto il piacere di collaborare in vari ambiti con il Rettore Guatri, in particolare di continuare il lavoro iniziato qualche anno prima per dare impulso al processo d’internazionalizzazione della nostra Università. Luigi Guatri diede pieno e convinto sostegno a tali attività, e alle iniziative proposte dalla Commissione Relazioni Internazionali. Ricordo in particolare lo sviluppo della rete PIM (Programme in International Management), attiva dal 1973. In Bocconi ebbe luogo un’importante riunione del PIM per approvare il nuovo Covenant della associazione (8 novembre 1986), preceduta da un Convegno internazionale aperto dal Rettore Guatri su University Education and the Internationalization of Firms. È anche da menzionare l’avvio della CEMS (Community of European Management Schools) nel 1988. Entrambi questi network strutturati ebbero poi un notevole sviluppo e sono tuttora considerati, nel loro ambito, due punti di riferimento a livello mondiale.

Alcune delle attività (rapidamente) sviluppate in Bocconi a partire dalla fine degli anni Settanta (soprattutto per quanto riguarda lo scambio di studenti e docenti e – successivamente – il rilascio di joint degrees) sono ora presenti nella maggior parte delle università italiane. Occorre tuttavia sottolineare come la Bocconi – grazie alla spinta dei Rettori Gasparini e Guatri – fu antesignana, al punto di avere nel 1987 (quando il Programma Erasmus stava muovendo i primi passi) una rete di rapporti stabili già ben sviluppata non solo in Europa, ma in tutto il mondo.

Desidero qui citare due episodi significativi, cioè due viaggi organizzati per rinsaldare la rete internazionale della Bocconi in parti del mondo (soprattutto allora) non così facilmente a portata di mano.

Dal 9 al 15 settembre 1988 una delegazione della Bocconi, guidata dal Rettore Guatri, visitò l’Argentina. Il 14 settembre fu celebrato – alla presenza del Presidente della Repubblica, Raul Alfonsin – il venticinquesimo anniversario di uno dei nostri partner a Buenos Aires, la UADE (Universidad Argentina de la Empresa) con una lectio magistralis di Luigi Guatri sull’integrazione tra università e imprese. Fu avviata una serie di attività con il Presidente della UADE, Cesar Marzagalli, per sviluppare nuovi progetti in comune, compreso l’avvio di una business school sul modello della SDA Bocconi.

In quei giorni furono consolidati i rapporti con altri partner accademici, come la Universidad de Belgrano, con la comunità dei laureati Bocconi in Argentina, con le imprese sostenitrici (tra cui in particolare la Techint) e con l’Ambasciata italiana, allora guidata da Ludovico Incisa di Camerana. Non vennero dimenticati durante il viaggio i legami familiari, e in particolare per Luigi Guatri e per la Signora Lina fu possibile rivedere il cugino medico Franco Guatri, già da tempo residente in Argentina.

L’anno successivo, nelle ultime settimane del suo Rettorato, Luigi Guatri guidò, tra fine agosto e i primi giorni di settembre 1989, una delegazione bocconiana a Tokyo, con lo scopo di rinsaldare i rapporti con la Hitotsubashi University (peraltro partecipante al PIM) e di avviare forme di collaborazione con la International University of Japan di Niigata-Ken e con la Keio University di Tokyo. Anche in quella occasione si incontrò la comunità dei laureati Bocconi in Giappone e si rinsaldarono i rapporti con la business community e con l’Ambasciata italiana, allora retta da Bartolomeo Attolico.

Al viaggio, cui prese parte anche la Signora Lina, partecipò anche il Prorettore Sergio Vaccà, che tenne una lectio magistralis agli alumni della Hitotsubashi University nella loro prestigiosa sede in centro a Tokyo.

Entrambi i viaggi suscitarono grande interesse in Luigi Guatri che, nel breve tempo disponibile, non lesinò energie sia per raggiungere gli scopi prefissati per la nostra Università, sia per soddisfare la propria curiosità umana e professionale rispetto a realtà allora non così facilmente raggiungibili. Ricordo l’interesse in Argentina per la «contabilità per l’inflazione» che vedeva in Arturo Lisdero (buon amico della Bocconi) un esperto di massimo livello su un tema che poi ha rischiato di divenire di grande attualità anche in Italia.

Non mancava però anche la curiosità per la vita di tutti i giorni (in ciò avendo come guida il cugino Franco) e per le tradizioni (come uno spettacolo di tango al «Viejo Almacen» accompagnati dal Rettore della UADE). Ricordo anche l’interesse per le attività economiche e professionali in Giappone, la visita agli impianti della Toyota (best practice di organizzazione industriale), il viaggio in Shinkansen per recarci a Niigata, quando i treni ad alta velocità erano una indiscussa prerogativa del Giappone, ma anche una cena tradizionale giapponese con l’intrattenimento organizzato grazie alla collaborazione della zia di una nostra laureata, già direttrice di una scuola per geishe e la Cerimonia del Tè per le signore.

La Bocconi oggi è a tutti gli effetti una università glocal, con una proiezione internazionale sotto gli occhi di tutti. Tuttavia, non bisogna mai dimenticare che ciò è il risultato di una vision alla base di lunghi anni di impegno da parte di molti; e quindi è giusto ricordare anche questi aspetti, forse non a tutti noti, del suo impegno a favore della nostra Università.