Il mondo di Guatri
2026/14
Guatri, Spadolini e la «loro» Bocconi
Cosimo Ceccuti
Si è laureato in Scienze politiche e sociali presso l’Università «Cesare Alfieri» di Firenze nel 1969. Allievo di Giovanni Spadolini, è titolare dal 1980 della cattedra di Storia del Risorgimento e tiene il corso di Storia del giornalismo. è inoltre membro del Dipartimento di studi dello Stato.
Ho conosciuto Luigi Guatri attraverso Giovanni Spadolini, l’uno a fianco all’altro nella comune battaglia per la Bocconi e più in generale per la dignità e la libertà della cultura, per l’autonomia dell’Università. Vent’anni insieme dal novembre del 1974 fino alla scomparsa del professore fiorentino, nell’agosto del 1994: Spadolini Presidente, Guatri Consigliere delegato, poi Rettore per un quinquennio. «Perfetta consonanza di intenti e di azione» nella fedeltà ai principi fondamentali che avrebbero assicurato il futuro dell’Università milanese: un’istituzione aperta, capace di rinnovarsi pur nel rispetto dalla propria tradizione; libera dai condizionamenti burocratici dello Stato; pluralistica, nella molteplicità delle posizioni culturali e scientifiche; autonoma, in grado di finanziare le proprie attività in virtù della cessione di servizi qualificati ai propri utenti; capace di imporsi con risorse proprie nel libero mercato della preparazione e della formazione dei giovani.
Ricordo che quando nel marzo del 1988, i docenti dell’Istituto di Economia delle aziende industriali e commerciali della Bocconi presero l’iniziativa di pubblicare una raccolta di scritti in onore del Professor Luigi Guatri, Spadolini espresse immediatamente il proprio plauso, che confermò nel messaggio inviato il 21 novembre di quell’anno per la presentazione del volume.
Trattenuto a Roma, per i suoi impegni istituzionali di Presidente del Senato (era in corso il dibattito sul nuovo regolamento dell’Alta Assemblea), Spadolini non mancò di associarsi «con cuore amico e fraterno» alla festa riservata al fedele collaboratore. «Nel potenziamento della Bocconi, adeguato alla sfida della società che avanza, interprete di una Milano che cambia – sono le parole di Spadolini – il ruolo dell’amico Guatri è stato di essenziale importanza sia nelle funzioni di Consigliere delegato – che coincide pressappoco con l’arco intero della mia presidenza – sia in quelle esplicate negli ultimi quattro anni [siamo nel 1988] di Rettore, nella successione degnamente assicurata al magistero di Innocenzo Gasparini.»
Ripercorrendone il percorso scientifico, Spadolini ricordava in quella occasione la formazione di Guatri alla Bocconi – sancita dalla laurea in Economia e commercio col massimo dei voti e lode nel 1949 – seguita dall’assistentato alla cattedra di Ragioneria Generale applicata, e coronata dal saggio sui Rendimenti. Quindi il primo incarico ufficiale presso la Facoltà di Economia e commercio dell’Università di Genova per gli insegnamenti di Teorica Industriale e Commerciale, e di Tecnica commerciale di prodotti agricoli, con i successivi approfondimenti nel settore delle pratiche commerciali dell’impresa industriale. Siamo davanti all’introduzione al marketing, alla ricerca puntuale e attenta ispirata a metodologie innovative nello studio della domanda del consumatore, coi successivi contributi all’approfondimento dei fenomeni competitivi e distributivi, che presentano con straordinaria chiarezza i temi della organizzazione distributiva e della spesa pubblicitaria. Fino agli studi e indagini sulle politiche finanziarie, «alla ricerca di un corretto equilibrio in un contesto finanziario difficile, e per certi aspetti primitivo, quale è quello italiano degli anni Settanta».
Infine, l’approdo nel 1969 alla Università Bocconi: ordinario di Tecnica Industriale e Commerciale e poi di Economia delle Aziende Commerciali, dopo i nove anni trascorsi all’Università di Parma. «Per l’impegno che ha profuso per la nostra università e per le difficoltà che Guatri ha saputo affrontare nei primi difficili anni – sono le parole conclusive di quel messaggio – noi tutti gli siamo particolarmente grati. Se oggi, alla soglia degli anni Novanta, che si annunciano portatori di grandi innovazioni che le università dovranno in qualche modo sapere e recepire, la Bocconi è più attrezzata e ha maggiori opportunità di rimanere al passo coi tempi, noi questo lo dobbiamo anche a Luigi Guatri.»
La Bocconi, in fondo, amava ripetere Spadolini, è un’istituzione cara al cuore di tutti i milanesi. E i docenti della Bocconi – quelli che hanno in qualche modo «sposato» la Bocconi fin dalla giovinezza (era il caso del Professor Guatri) – «diventano essi stessi istituzioni di Milano». «Bocconiano a vita.» Così Spadolini, appena nominato Senatore a vita dal Presidente della Repubblica Francesco Cossiga, definiva il «caro Guatri» che si era congratulato con il Presidente del Senato e della Bocconi per la prestigiosa nomina appena ricevuta.
Il carteggio fra Guatri e Spadolini, conservato presso l’Archivio della Fondazione Spadolini Nuova Antologia a Firenze, è ricco di spunti, occasioni, iniziative condivise nel comune impegno per la Bocconi; come la progettazione del «laboratorio per la comunicazione economica e finanziaria», che annoverava fra i promotori l’élite dell’industria, del mondo delle assicurazioni, degli istituti di credito e degli enti. Un elenco di sostenitori che si apriva con Romano Prodi per l’IRI, Piero Barucci per l’ABI, Piero Bassetti per l’Unioncamere, Carlo Azeglio Ciampi per la Banca d’Italia, Franco Piga per la Consob, e poi, fra gli altri, Francesco Cingano, Natalino Irti, Roberto Mazzotta, Raul Gardini, Gianni Agnelli, Leopoldo Pirelli, Carlo De Benedetti... È reperibile nell’archivio la copia di un discorso che a Spadolini era particolarmente caro: la stesura originale e la conseguente lettura erano affidate a Luigi Guatri. Quando infatti Spadolini fu Presidente del Consiglio dei ministri, fra giugno 1981 e novembre 1982, non lasciò la titolarità di Presidente della Bocconi ma assegnò l’esercizio delle funzioni al Consigliere delegato, appunto il Prof. Luigi Guatri.
Fu Guatri pertanto a leggere il 17 ottobre 1981, alla IV giornata Bocconiana, quel discorso dell’allora presidente del Consiglio, La Bocconi, il «Cesare Alfieri» e la crisi nazionale. Col pensiero a Milano e con la presenza a Firenze, dove nella sua antica Università, il «Cesare Alfieri», Spadolini consegnava in quello stesso giorno la laurea honoris causa all’ex Cancelliere del Partito social-democratico tedesco Willy Brandt, simbolo della lotta per la libertà di Berlino.
La Bocconi, il «Cesare Alfieri». «Due grandi amori della mia vita», era solito ripetere Spadolini, accomunando due alti esempi di università libere, orgogliose della loro nascita per mano privata. Sul piano personale, fra quelle carte e quei documenti appare particolarmente significativa la proposta avanzata da Spadolini su carta intestata dell’Università milanese al Ministro della Pubblica istruzione il 9 febbraio 1987 per il conferimento a Luigi Guatri del Diploma e medaglia d’oro dei Benemeriti della Scuola e della cultura.
Il Professor Guatri – spiega Spadolini al Ministro – è dal 1974 consigliere di amministrazione dell’Università e investito della carica di Consigliere delegato. «In tale veste mi è stato preziosissimo aiuto e consigliere nella definizione dei programmi di sviluppo dell’Università e nella conduzione politica e finanziaria della stessa. Grazie alla sua opera di esperto e competente risanatore di aziende, il bilancio di questo Ateneo, che evidenziava un decennio fa un preoccupante disavanzo, ha potuto raggiungere il pareggio.»[15]
Se guardiamo alla Bocconi di oggi e ci voltiamo indietro nel ricordo della difficile situazione economica-culturale in cui la prestigiosa Università milanese si dibatteva nella metà degli anni Settanta, è di conforto constatare quanto il nostro Paese, se affidato a persone integre e competenti, può raccogliere e vincere le sfide della società che cambia, troppo spesso in modo casuale e tumultuoso.
Obiettivo della Bocconi, potrebbe ripetere Guatri evocando Spadolini, «non è soltanto formare lo specialista ma soprattutto formare l’uomo, nel senso più ampio del termine, con maturità, capacità e voglia di affrontare la vita, disponibile sempre a imparare, a confrontarsi e a crescere». Specie quando per i giovani le difficoltà sono sempre maggiori, come accade oggi.
«Sotto le sue direttive l’Università ha avviato una generale ristrut turazione, non soltanto didattica e scientifica, ma anche edilizia, e inoltre sta attuando un vasto programma di internazionalizzazione attraverso scambi culturali di docenti e di studenti delle più importanti facoltà di economia del mondo. Chiamato da ministeri economici a guidare il risanamento di alcune importanti aziende (Rizzoli, Corriere della Sera, Redaelli, etc.), è stato anche nominato a suo tempo, dall’attuale Ministro degli Esteri, Commissario Straordinario dell’ISPI-Istituto per gli Studi di Politica Internazionale, del quale è attualmente Vicepresidente. La lunga attività didattica, la produzione scientifica, le attività di carattere economico e sociale, alle quali il Prof. Guatri ha dato l’impronta della sua alta competenza e della sua profonda umanità, mi inducono a proporlo per il riconoscimento in questione».