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Il mondo di Guatri

2026/14

Indice

Il mondo di Guatri - 2026/14

«Una reputazione superiore al valore della carica»

Enrico Laghi

È professore ordinario di Economia aziendale e Presidente del Corso di Laurea Magistrale in Economia aziendale della Facoltà di Economia dell’Università degli Studi di Roma Sapienza. Commercialista e revisore legale, svolge attività di consulenza e ricopre cariche societarie in importanti aziende, private e pubbliche.

Nell’aprile del 2006 mi fu proposto di fare parte dei candidati alla carica di sindaco di Pirelli per il triennio 2006-2008: il primo candidato della lista di maggioranza, destinato a essere nominato Presidente del Collegio, era il Prof. Guatri, che, da oltre trent’anni, rivestiva quella carica. L’11 maggio 2006, in occasione della prima riunione consiliare, convocata, tra l’altro, per l’approvazione dei conti del primo trimestre, conobbi personalmente il Prof. Guatri.

Ricordo che, entrato nella sala riunioni di via Negri a Milano, dove allora era la sede di Pirelli, con qualche minuto di anticipo (ero stato avvisato della proverbiale puntualità di inizio delle riunioni consiliari) vidi che il Prof. Guatri era già presente. Riuscii appena a presentarmi che iniziò la (per me) prima di una lunga serie di riunioni (ne ho contate almeno 70, comprendendo gli incontri del Collegio sindacale e quelli del Consiglio di amministrazione, del Comitato di controllo interno e del Comitato remunerazioni cui partecipava sempre, in una interpretazione in allora assai avanzata della governance societaria, l’intero Collegio sindacale). Riunioni, impegnative e talora anche tese, che caratterizzarono quel periodo della storia di Pirelli. D’altro canto, non a caso, gli anni dal 2006 al 2008 ricadono, nel recente libro di Carlo Bellavite Pellegrini, Pirelli: innovazione e passione. 1872-2015, nel capitolo «Mala tempora currunt»[20].

Ebbene, in quel complesso triennio, grazie all’incarico in Pirelli, ho avuto la fortuna di incontrare con cadenza mensile Luigi Guatri (che dopo pochi incontri mi onorò della possibilità di «dargli del Tu»), di fatto mai assente alle riunioni. Dai suoi insegnamenti, prima di tutto nei comportamenti, ho imparato moltissimo sul piano sia professionale sia umano.

In particolare, ho compreso:

  1. quanto sia vera e quanto si attagli a Luigi Guatri l’espressione del compianto Prof. Ferro Luzzi secondo cui «indipendente è l’amministratore [qui il Presidente del Collegio sindacale, ma nulla cambia] che ha un valore di reputazione proprio superiore al valore della carica»;
  1. quanto un’autorevolezza che sia frutto di qualità professionali e umane eccezionali, quali quelle di Luigi Guatri, rilevi nelle dinamiche di governo societario (e quanto siffatta autorevolezza spesso incida assai più dello stesso ruolo rivestito);
  2. quanto la profonda conoscenza dell’impresa, della sua organizzazione, del suo effettivo funzionamento – Luigi Guatri all’epoca aveva una piena conoscenza di tutti questi aspetti di Pirelli – sia essenziale per lo svolgimento di un incarico con professionalità e rigore;
  3. quanto il «vivere» le vicende delle imprese possa essere utile per la comprensione delle teorie economicoaziendali e consentire così di coniugare impegno professionale e accademico.

D’altro canto, nel ricordare quel periodo così intenso a distanza di qualche anno, mi rendo conto che, grazie a Luigi Guatri, alla sua lungimirante visione sulla governance societaria e alla modalità tramite la quale ha indirizzato e coordinato l’attività, posso dire che il Collegio sindacale di Pirelli, già in allora, ricopriva – in questo sempre fortemente sostenuto dai vertici societari – quel «ruolo centrale» di vigilanza sul sistema dei controlli interni oggi suggerito dal Codice di Autodisciplina, svolgendo un compito di vigilanza anche preventiva e non meramente ex post, sul sistema di controllo interno, sui processi aziendali, ma anche su specifiche fattispecie o operazioni rilevanti, con un continuo e proficuo scambio di informazioni con il Consiglio di amministrazione, i comitati endoconsiliari, la società di revisione legale dei conti e il management. Ebbene, a tutto questo, posso dirlo per testimonianza diretta, Luigi Guatri ha contribuito in modo decisivo.

Un particolare episodio compendia perfettamente, a mio avviso, il personaggio Luigi Guatri. Nel marzo 2009, al termine del triennio, si pose il tema del rinnovo del Collegio sindacale. Sembrava scontato che azionisti di minoranza – segnatamente investitori istituzionali – avrebbero presentato una propria lista di candidati e che il sindaco tratto da tale lista avrebbe assunto il ruolo di Presidente del Collegio sindacale, stante la nuova disciplina societaria delle società quotate. Ritenevo dunque che la mia esperienza in Pirelli fosse alla conclusione quando mi giunse, invece, inaspettata, la proposta di essere indicato quale primo candidato della lista di maggioranza. Mi venne anche riferito che il Prof. Guatri aveva ritenuto, per ragioni di età, di rinunciare dopo trentatré anni alla carica, scrivendo il 9 marzo 2009 una lettera al Dott. Marco Tronchetti Provera, Presidente di Pirelli. Tale versione dei fatti mi venne confermata da Luigi Guatri in occasione dell’assemblea di Pirelli del 21 aprile 2009. La cosa mi dispiacque molto perché non avrei più avuto modo di incontrare, con la stessa regolarità e continuità, Luigi Guatri, ma fui anche onorato della possibilità – poi in concreto realizzatasi – di «succedergli» nella carica di Presidente del Collegio sindacale di Pirelli. Per vero, ho avuto poi la possibilità di frequentare ancora Luigi Guatri quando, su sua indicazione, sono stato nominato nel Consiglio dei Garanti dell’Organismo Italiano delle Valutazioni, fondazione destinata a predisporre e aggiornare i principi italiani di valutazione di aziende, nata sulla base di una sua, ancora una volta, lungimirante intuizione. È così accaduto che ho avuto la fortuna di proseguire, seppure con cadenza temporale più diradata, a incontrare Luigi Guatri, Presidente di tale organismo.

Oggi, a sei anni di distanza, nello scrivere questa testimonianza, ho chiesto al Dott. Tronchetti Provera se avessi potuto avere copia della citata lettera. Ebbene, quando l’ho ricevuta ho provato una grande emozione: Luigi Guatri, infatti, non aveva solo comunicato al Dott. Tronchetti la decisione di non riproporre la candidatura per il rinnovo nella carica, ma l’aveva anche motivata come segue: «Le norme attuali (col sindaco di “minoranza”) potrebbero soprattutto costringere Pirelli e C a privarsi di uno dei bravissimi sindaci (Laghi e Sfameni), che hanno circa la metà dei miei anni ... E questo non sarebbe giusto. Perciò, pur con grande dispiacere, ho preso la decisione di non riproporre la mia candidatura per il rinnovo. Sono tuttavia sempre a disposizione Sua e del Gruppo Pirelli per qualsiasi esigenza». Ebbene, credo che ogni commento sminuirebbe il gesto di straordinaria sensibilità e di eccezionale generosità che Luigi Guatri ha avuto nei miei confronti.

Grazie Luigi per la stima e la simpatia che mi hai sempre dimostrato.

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Basti solo ricordare che il periodo, in rapida successione, è stato caratterizzato: (i) dal completamento della prima fase del riassetto di Olimpia, con lo scioglimento dei patti parasociali con Banca Intesa e Unicredito Italiano, da una parte, e con Hopa, dall’altra parte, e l’acquisto da parte di Pirelli delle quote di Olimpia detenute da Banca Intesa, Unicredito Italiano e Hopa; (ii) dall’ipotizzato Ipo di una quota di azioni di Pirelli Tyre e dal successivo private placement del 39% del capitale di Pirelli Tyre; (iii) dalla delicata uscita di Pirelli dal Gruppo Telecom, segnata dal susseguirsi della potenziale partnership dapprima tra Telecom Italia e News Corp e poi tra Telefonica e Telecom Italia; dalla proposta di acquisto della partecipazione in Olimpia da parte di AT&T e America Movils e, infine, dalla cessione delle azioni Olimpia a un veicolo societario partecipato da Telefonica, Mediobanca, Assicurazioni Generali, Intesa Sanpaolo e Sintonia; (iv) dal riacquisto delle azioni di Pirelli Tyre; (v) dall’avvio della strategia di rifocalizzazione nel core business dei pneumatici con la partnership in Russia e la scelta di puntare sui prodotti di alta gamma; (vi) dalle vicende della security, emerse nel giugno 2006 e susseguitesi per tutto il triennio 2006-2008 (e per molti anni anche successivi). In ognuna di queste vicende, oltre agli evidenti profili di rilevanza politico-gestionale, si sono poste, tra l’altro, delicate questioni di governo societario e di informativa contabile (basti ricordare l’esame del rapporto partecipativo tra Pirelli & C. e Olimpia/Telecom Italia e l’impairment test, ai fini IAS/IFRS, sul valore della partecipazione detenuta da Pirelli & C. in Olimpia) che hanno coinvolto anche il Collegio sindacale per gli aspetti di competenza.