Il mondo di Guatri
2026/14
«Sono moderatamente soddisfatto...»
Alberto Grando
Laureato in Economia Aziendale alla Bocconi nel 1983, è professore ordinario di Economia e gestione delle imprese presso la stessa Università. Dal 2006 al 2012 è stato Dean della SDA Bocconi School of Management. è attualmente Prorettore allo Sviluppo dell’Università Bocconi, di cui è il referente per le attività di fund raising. Inoltre, è membro del Board dell’EFMD, la European Foundation for Management Development.
Nell’arco di circa 35 anni, ho avuto modo di conoscere il professor Luigi Guatri in molti dei ruoli che ha ricoperto all’interno della nostra Università. È stato mio docente quando, giovane studente, frequentavo i corsi dell’indirizzo di Economia delle aziende industriali. Poi egli diventò Responsabile dell’insegnamento omonimo e Direttore dell’Istituto di Economia delle aziende industriali e commerciali quando, essendomi stata offerta l’opportunità di entrare in Università, ho cominciato a fare ricerca e a insegnare nelle aree legate alle
«Funzioni di produzione». Il Professor Guatri è stato tra i primi a consentirmi di pubblicare quando, in occasione della stesura dei tre volumi del Trattato di economia delle aziende industriali, mi fu chiesto di contribuire con un capitolo sulla gestione degli approvvigionamenti (credo solo perché, seppur entrato di recente in Università, ero uno dei pochi che allora si occupava di questo tema in Bocconi). E poi ancora quando diventò Rettore, Consigliere delegato e Vicepresidente dell’Università Bocconi negli anni che seguirono, sino a oggi.
Sono certo che altri, che hanno avuto modo di frequentare il Professor Guatri con maggiore intensità di quanto non abbia potuto fare io, sapranno dipingere i molteplici tratti che hanno qualificato la sua vivacissima e impareggiabile attività di studioso, docente, professionista e guida della nostra Università. Mi limiterò pertanto a ricordare tre episodi che mi hanno visto direttamente coinvolto, e di cui serbo un affettuoso ricordo.
Episodi che a mio parere – ma forse solo per suggestione – non soltanto tratteggiano alcune delle caratteristiche personali che credo di aver riconosciuto nel Professor Guatri, ma in qualche modo si riverberano in qualità e valori che, a mio avviso, connotano palesemente l’appartenenza all’Università Bocconi.
I primi due fanno riferimento all’inizio della mia avventura Bocconiana e, forse proprio per questo, li rammento con piacevole nostalgia; l’ultimo risale solo a qualche anno fa, ed è connesso a un evento che ha certamente colpito tutti coloro che hanno trascorso una parte della loro vita in Bocconi e nella sua Scuola di Direzione Aziendale.
Il primo episodio si riferisce alla metà degli anni Ottanta. Era allora consuetudine che i giovani ricercatori frequentassero, assieme agli studenti, i corsi impartiti dai loro Maestri. Si trattava di una buona prassi che ha consentito a molti di noi di apprendere velocemente non solo i contenuti da trasferire, ma anche alcune metodologie didattiche e molti «trucchi del mestiere». In particolar modo, in occasione della prima lezione del corso fondamentale della nostra disciplina, tutti i ricercatori e i docenti dell’insegnamento, schierati per ordine e grado nelle prime file dell’aula Manfredini (almeno questo è il mio ricordo), erano invitati ad assistere alla lectio inauguralis impartita dal Professor Guatri.
Allora, dopo la prima lezione, gli studenti (poche centinaia, rispetto alle attuali migliaia) venivano suddivisi in quattro classi per frequentare un corso di ottanta ore erogate da docenti organizzati in coppie stabili e affiatate. In quell’occasione, entrando nella sua aula, il Professor Guatri trovò moltissimi studenti, alcuni seduti sui gradini posti tra le file di banchi, altri in piedi accanto alle finestre e alcuni accomodatisi per terra di fronte alla cattedra. Alla fine della lezione richiese che venisse immediatamente lanciata una quinta classe, per consentire agli studenti di frequentare il corso con profitto e ai docenti la possibilità di svolgere lezioni in aule non sovraffollate; e fu in quella occasione che cominciai anch’io a insegnare, travolto improvvisamente da un carico didattico di rilievo. La centralità dello studente e l’attenzione alla didattica, elemento di forza della nostra Università, mi fu trasmessa allora direttamente dal Professor Guatri e dagli altri docenti senior dell’Istituto, e sono convito debba continuare a costituire un fattore distintivo del nostro lavoro.
Il secondo episodio ebbe luogo durante uno degli incontri di Istituto che, per molti anni, hanno rappresentato l’appuntamento al quale tutti (perché difficilmente mancava qualcuno) partecipavano, docenti, ricercatori, il personale di segreteria, ritrovandosi al di fuori dell’Università per discutere – in un rituale consolidatosi nel tempo, che molti ricorderanno – dei diversi temi legati alla vita dell’Istituto e dei suoi membri. Questi incontri hanno avuto luogo in località come Bratto, Saint Vincent, Stresa, e si protraevano per due o tre giorni; erano dedicati alla pianificazione delle attività didattiche, all’analisi critica delle vicissitudini dell’anno accademico concluso, alla presentazione dei nuovi docenti e a un bilancio delle vicende concorsuali dei più o meno fortunati che avevano avuto modo di partecipare a concorsi (che allora si bandivano con cadenza estremamente rarefatta).
Il Professor Guatri presiedeva gli incontri e, al termine delle diverse sessioni, traeva le conclusioni e tracciava le linee per il futuro. Ricordo un anno in cui la didattica aveva prodotto esiti particolarmente favorevoli, molti colleghi avevano dato alle stampe lavori di rilievo e la tornata concorsuale si era conclusa con un ampio successo per i docenti del nostro Istituto. Nel commentare tutto ciò, il Professor Guatri prese la parola, ripercorse con estrema pacatezza gli straordinari risultati che il Gruppo aveva conseguito, e concluse dicendo «... sono moderatamente soddisfatto...». Un commento che allora feci fatica a interpretare, ma nel quale – in seguito – ho riconosciuto non solo un tratto distintivo della personalità del Professor Guatri, ma anche il segno dell’understatement che ha qualificato lo stile della nostra Università e che è sempre stato generosamente interpretato e difeso dai suoi esponenti migliori.
Il terzo episodio si colloca invece in tempi assai più recenti – solo qualche anno fa – quando la Scuola di Direzione Aziendale decise di ricordare Caudio Dematté[18] nell’anniversario della sua scomparsa. In quell’occasione, il Professor Guatri, non potendo intervenire, mi trasmise una lettera – che tuttora conservo – pregandomi di porgere ai docenti della Scuola e ai partecipanti all’evento i sentimenti di profonda stima e ammirazione per un più giovane collega prematuramente scomparso, dotato di straordinarie capacità e visione. In questa lettera il Professor Guatri, nel riprendere le riflessioni sul futuro dell’Università inviate da Dematté ai vertici della Bocconi, le definisce «l’estremo atto di attaccamento alla Bocconi», riconoscendo il valore della «critica costruttiva e aperta» elaborata da Claudio, in uno scritto che, come è noto, anticipava con lucidità dinamiche centrali per la vita di un’Università.
L’attenzione posta dal Professor Guatri all’evento organizzato dalla Scuola di Direzione Aziendale per celebrare la figura del suo Fondatore, non si tradusse in un frettoloso biglietto di maniera, ma in un intenzionale e articolato tributo alla qualità di un uomo speciale, testimonianza di chi sa riconoscere, pur nella critica, il merito e il valore delle idee e delle Persone. L’apprezzamento mostrato dal Professor Guatri in quella occasione – e peraltro ribadito anche in seguito – per una posizione critica ma costruita su riflessioni fondate, a mio avviso trova riscontro in un altro importante valore Bocconiano, che mi auguro non venga dissipato: l’apertura al pluralismo e l’attenzione coraggiosa anche alle voci dissenzienti.
Abbiamo chiesto al Prof. Grando (come a tutti i co-autori) di inviare una sua fotografia con il Prof. Guatri. Non l’ha mandata, ma ci ha così scritto: «Mi è stato infine richiesto di trovare una foto da affiancare a queste note. Ho scelto questa [si veda la fotografia del Prof. Guatri con il Prof. Dematté nell’Appendice fotografica; ndr] perché, ne sono certo, farà piacere al Professor Guatri.»
Nato a Trento nel 1942 e laureatosi alla Bocconi nel 1968, Claudio Dematté è stato fondatore della Scuola di Direzione Aziendale (SDA) nel 1971, che ha diretto dal 1984 all’89, diventandone poi Presidente dal 1996. Autore di numerose pubblicazioni, è stato anche fondatore e Direttore editoriale di Economia & Management, rivista bimestrale edita da Egea. Il professor Dematté è scomparso nel 2004. [ndr]