Il mondo di Guatri
2026/14
Un grande Maestro
Emilio Zanetti
Cavaliere del Lavoro e Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana, è stato Presidente dei Magazzini Generali Bergamaschi (1969), dell’Associazione Commercianti di Bergamo (1983), della Banca Popolare di Bergamo dal 1985 al 2014, di BPU Banca dal 2003 al 2007, Presidente del Consiglio di Gestione di UBI-Unione di Banche Italiane dal 2007 al 2013. Nel 2002 la Facoltà di Economia dell’Università di Bergamo, unanime, gli ha assegnato la laurea di Dottore in Economia e Commercio honoris causa.
Il professor Guatri assunse l’incarico di Presidente del Collegio sindacale della Banca Popolare di Bergamo nel 1981; io venni nominato Presidente del Consiglio di Amministrazione nel 1985 e insieme collaborammo per un lungo periodo, sino al 2007 quando, a seguito dell’incorporazione del Gruppo Banca Lombarda e Piemontese, venne adottato il sistema dualistico e quindi venne soppresso il Collegio sindacale.
Ben 26 anni ci legarono in una intensa e feconda collaborazione, durante i quali il Professore fu per me un grande Maestro. Ricordo le molte operazioni che impressero una notevole crescita dimensionale alla Banca, accompagnate da uno sviluppo qualitativo derivante dalla valorizzazione di uomini che erano cresciuti nella Banca e che con essa avevano stabilito intensi e duraturi rapporti di collaborazione e legami affettivi.
Non vi fu operazione straordinaria per la quale non avessi sollecitato il parere del Prof. Guatri, parere che rivelava l’eccezionale professionalità, il particolare equilibrio e la visione lungimirante. Il mio compito e quello del Consiglio di amministrazione fu enormemente facilitato dalla collaborazione con il Prof. Guatri, il quale in più occasioni dimostrò un particolare attaccamento alla Banca e alle persone che erano state chiamate alle più alte responsabilità.
Oltre alla Presidenza del Collegio sindacale della Banca Popolare di Bergamo, il Professore assunse nel 1984 la Presidenza del Collegio sindacale del Credito Varesino (di cui la Popolare di Bergamo aveva rilevato una larga maggioranza), la Presidenza del Collegio sindacale di Banca Brignone nel 1996 e di Centrobanca nel 2000, delle quali la Banca Popolare di Bergamo aveva assunto il controllo.
Agli inizi del 1991 gli chiesi di assumere la Presidenza del Consiglio di amministrazione del Credito Varesino, a seguito della scomparsa dell’ottimo Dott. Rinaldo Ossola[32]. Il Prof. Guatri, che nel frattempo aveva assunto anche l’incarico di Presidente del Collegio dei Revisori dei Conti di Banca d’Italia, non esitò a dimettersi da tale prestigioso incarico per soddisfare la richiesta che gli avevo formulata, dando anche in quell’occasione la dimostrazione del particolare suo legame con la nostra Banca.
Ricordo con gratitudine i consigli preziosi, l’incoraggiamento a perfezionare operazioni quali l’investimento – tra i primi istituti in Italia – nel settore assicurativo, lo sviluppo dei programmi di internazionalizzazione, la fusione con il Gruppo Banca Popolare Commercio e Industria nel 2003, l’acquisizione di una società di leasing che ci consentì fortunatamente di dismettere la partecipazione in Italease, il cui gravoso dissesto provocò purtroppo ingenti perdite agli azionisti.
Di particolare significato furono le valutazioni fatte dal Professore per l’incorporazione del Credito Varesino, allora società quotata, e lo svolgimento dell’assemblea del 1992 che il Prof. Guatri descrisse nel suo volume Li ho visti così – 2 a pag. 191: «A Bergamo tutto fu facile. Ma così non fu a Varese, dove il 23 aprile 1992 dovemmo affrontare un’assemblea-fiume (ben 13 ore). Ci eravamo preparati con ogni scrupolo, con una documentazione eccezionalmente chiara e completa (come nel nostro Paese a quel tempo davvero non usava), avendo approfondito e studiato da ogni punto di vista un “giusto” rapporto di cambio tra la banca incorporante (la Banca Popolare di Bergamo, all’epoca quotata al mercato ristretto, come tutte le banche popolari ma avendo già chiare prospettive di un’imminente quotazione in Borsa) e la banca incorporata (il Credito Varesino, già quotato in Borsa e con due categorie di azioni, ordinarie e di risparmio)».
L’assemblea, apertasi alle 10, si concluse alle 23. Credo che 13 ore rappresentassero allora un primato di durata, che mise a dura prova la resistenza fisica del Professore che presiedeva l’assemblea; non fu certo per lui un primato di resistenza psicologica e intellettuale, abituato com’era a presiedere assemblee ben più complesse. Con me, per tutta la durata dell’assemblea, furono presenti i Vicepresidenti della Popolare Calvi e Mazzoleni, Pino Banfi, Alfredo Gusmini e altri, «quasi a condividere il noioso supplizio», ma soprattutto per manifestare al Professore la nostra solidarietà.
Ricordo anche però che al termine la votazione sfiorò l’unanimità: era nata la nuova Banca Popolare di Bergamo-Credito Varesino e io mi alzai e andai ad abbracciare il Professore esprimendogli tutta la mia riconoscenza per avermi aiutato a conseguire un traguardo veramente importante.
Lo stesso feci, manifestando una forte commozione, nell’assemblea del 2007, quindici anni dopo, quando il Professore lasciò l’incarico a seguito dell’incorporazione del Gruppo Banca Lombarda e Piemontese, di fronte a un’assemblea composta da 3.700 persone fisicamente presenti e 7.000 per delega, che in piedi applaudiva il Prof. Guatri che lasciava l’incarico ricoperto per ben 26 anni.
Il Prof. Guatri è stato per me un grande Maestro; mi ha aiutato moltissimo, gli sono grato per tutto quanto ha fatto per la Banca Popolare di Bergamo e per me personalmente, per i consigli che mi ha elargito, per l’amicizia che mi ha sempre dimostrato e che da parte mia è sempre stata sinceramente ricambiata con sentimenti di affettuosa stima.
Rinaldo Ossola, Direttore generale della Banca d’Italia dal 1975 al 1976 e Ministro del Commercio con l’estero dal 1976 al 1979 nei Governi Andreotti III e Andreotti IV. [ndr]